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Team beMail5 aprile 20193min180

L’86% dei professionisti preferisce le mail B2B agli altri canali. Il CTR (Click Through Rate) delle campagne mail B2B supera del 47% quello delle campagne mail B2C. Questi sono soltanto alcuni dei motivi per cui le newsletter B2B costituiscono un fattore indispensabile per migliorare i risultati delle campagne di marketing. Se le normali newsletter B2C utilizzano testi persuasivi e azioni promozionali, le newsletter B2B aiutano il brand a coltivare rapporti umani con clienti fidelizzati e non. Inoltre, una newsletter B2B efficace è in grado di migliorare la reputazione e l’autorevolezza del marchio, allargandone gli orizzonti. Ma quali sono le tecniche più indicate per redarre mail accattivanti? Innanzitutto, è opportuno conoscere in maniera approfondita problemi ed esigenze del pubblico, in modo da proporre servizi ed informazioni utili. È importante mettersi nei panni del cliente e capire cosa pensa e desidera e quali sono i suoi punti di vista circa determinati argomenti. Notevole importanza va riconosciuta alla tempistica: bisogna individuare la giusta frequenza delle email e gli orari di consegna delle stesse. I professionisti sono soliti controllare la posta di mattina o durante i normali orari d’ufficio.

Secondo le statistiche, i tassi di apertura dipendono soprattutto dai titoli: per essere notati, bisogna creare titoli che catturino l’attenzione. Per farlo è necessario analizzare le keyword che hanno maggiore impatto sul subconscio dei clienti. Un altro elemento chiave è fornire utilità. Il settore B2B è diverso dal B2C. I clienti raggiunti sono istruiti e vincolati a determinate regole. Preferiscono apprendere informazioni utili e scoprire nuove opportunità, pertanto sarà necessario mirare ad un rapporto continuativo, basato sulla fiducia e sull’utilità delle indicazioni offerte. Naturalmente, i messaggi dovranno essere brevi e pertinenti e dotati di elementi grafici che sostituiscano le spiegazioni più complesse. Un dato di rilievo è quello offerto dalla cosiddetta psicologia del colore, in grado di migliorare l’impatto di un messaggio. I neuroscienziati sostengono che le donne preferiscano i colori pastello, mentre gli uomini quelli vivaci. E che valore ha la narrazione? Enorme. Una narrazione efficace consente di stabilire connessioni profonde con il lettore. Qualche idea? Raccontare come il proprio brand è sopravvissuto alla crisi e si è rilanciato, intingendo la storia di emozioni. Per finire, è importante monitorare costantemente le campagne di marketing, trattandosi di processi che richiedono continui adattamenti. Hai bisogno di consigli personalizzati? Contattaci e scopri le nostre soluzioni su misura!


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Team beMail22 marzo 20194min803

Chiunque operi nel mondo del web marketing sa che la CTA, sigla che sta per Call to Action, è un elemento indispensabile per aumentare il tasso di conversione e invitare i clienti ad acquistare un prodotto o ad usufruire di un servizio.
In molti casi la call to action è espressa sotto forma di testo, attraverso la sapiente scelta di parole che siano in grado di persuadere l’utente a fare quanto richiesto; tuttavia, tra gli strumenti più comunicativi vi sono ovviamente immagini e bottoni, in grado di attirare l’attenzione.
I pulsanti, in particolare, sono quelli che meritano un approfondimento ad hoc. Ecco, quindi, la guida perfetta in merito a come scegliere il colore della CTA.

Per la scelta del colore della CTA si possono seguire diverse strategie, tuttavia è bene ricordare una cosa in particolare: il tasto deve risaltare rispetto a tutto il resto. Deve essere ben visibile, e catturare l’attenzione dell’utente. Di certo, quindi, il colore del tasto deve contrastare con lo sfondo.
A questo punto, per la scelta della tonalità precisa si possono seguire differenti strategie. Una di queste prevede di adottare per la CTA la stessa tinta del logo dell’azienda, soprattutto se questo è a colori, e in particolar modo se la nuance è caratteristica del brand (come nel caso di Facebook, il cui logo ha una tinta facilmente riconoscibile). In questo caso, il colore della CTA è il punto di partenza, e sulla base di questo sarà necessario formulare il messaggio (l’email o la landing page), facendo in modo che il tasto risalti. Il pregio principale di questa strategia è certamente la brand identity comunicata al lettore finale.

Un’altra strategia – utile soprattutto per quei brand che non posseggono un logo particolarmente vivace – è quello di adattare volta per volta il colore della CTA al messaggio promozionale. Di certo è un lavoro più impegnativo, poiché richiede un’approfondita analisi della situazione, ma può portare a un tasso di conversione notevolmente elevato. Il colore della CTA, infatti, può essere selezionato in base alla stagione, al grado di divertimento che l’esperienza consigliata apporta o sulla base della coerenza col prodotto da vendere (ad esempio si utilizzano spesso colori caldi per la vendita di prodotti alimentari integrali).
Come scegliere, però, la perfetta nuance? Secondo alcuni studi sul gradimento dei colori da parte di uomini e donne, è emerso che il colore blu vince in maniera schiacciante su tutti gli altri.
Tuttavia, se tutte le CTA fossero blu, il web diverrebbe subito monotono, per cui il consiglio è di selezionare il colore adatto in base alla situazione e al messaggio che si vuole comunicare, considerando che solitamente il fucsia e il giallo sono associati al divertimento e alla vivacità, mentre castano, blu e nero a eleganza e raffinatezza.
Ovviamente, se desiderate ricevere ulteriori informazioni in merito alla psicologia del colore, non esitate a contattarci!


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Team beMail11 gennaio 20193min520

La ricerca dell’Osservatorio Omnichannel del Politecnico di Milano ha svelato la quantità di utenti multicanale (3,8 milioni in più nell’ultimo anno), la maturità delle imprese italiane e i loro maggiori difetti. Ma cos’è l’omnicanalità? In sostanza, si tratta della gestione dei canali aziendali e delle possibilità di accesso offerte al cliente. In due parole, customer experience. L’Osservatorio ha tracciato il comportamento dei consumatori multicanale, i quali costituiscono il 67% degli utenti over 14 anni. Ne risulta un aumento degli e-shopper (superata quota 23 milioni, con un incremento di 2,5 milioni rispetto al 2017) e la crescita dell’uso sinergico di percorsi d’acquisto differenti. I principali utilizzatori sono i cosiddetti everywhere shopper, che hanno raggiunto quota 6,6 milioni, rappresentando il gruppo più affine alla multicanalità: impiegano tutti i touchpoint online, muovendosi con facilità da un canale all’altro e sfruttandone le potenzialità.

Gli everywhere shopper cercano informazioni sul web confrontando prezzi e offerte e sono particolarmente attenti all’advertising digitale; tuttavia, non rinnegano i punti vendita, che occupano un posto rilevante all’interno del loro processo d’acquisto. Ovviamente, sono particolarmente attivi online nel condividere feedback e consultare quelli altrui. In generale, l’uso sinergico dei touchpoint cresce anche in Italia. Dal canto loro, le aziende devono investire di più sulla user experience, attuando strategie che integrino touchpoint digitali e fisici. Nell’applicazione concreta della multicanalità, infatti, la maggior parte delle aziende mostra limiti importanti: solo l’8% vi investe costantemente, mentre il 44% delle aziende preferisce coinvolgere solo occasionalmente figure professionali specifiche. Al contrario, le imprese si focalizzano su lead e vendite, a dimostrazione di come continuino a prediligere obiettivi a breve termine.

In base a determinati parametri strategici, organizzativi e tecnologici, sono emerse 5 categorie distinte di aziende: Omnichannel Novice (34%); Omnichannel In-Progress (9%, ovvero le aziende con un approccio organizzativo soddisfacente); Omnichannel Master (5%); Committed (17%, le aziende che privilegiano l’omnicanalità, ma che concentrandosi sugli obiettivi a lunga scadenza, non riescono a centrare risultati nel breve periodo, a causa di evidenti lacune tecnologiche); Tactician (35%,
le imprese che privilegiano l’approccio tattico e lavorano sull’integrazione di dati e touchpoint, tralasciando l’aspetto organizzativo). Insomma, appare chiaro come l’omnicanalità sia uno degli obiettivi delle imprese italiane, nonostante le strategie per sfruttarne i benefici appaiano ancora poco mature.

Vuoi saperne di più e sfruttare a fondo i benefici dell’omnicanalità? Contattaci immediatamente!


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Team beMail4 gennaio 20193min282

Ogni mailing list perde il 25% dei contatti all’anno ed è impossibile pensare di aumentarli chiedendo semplicemente alle persone di iscriversi. Per rimpinguare la mailing list è necessario offrire informazioni, utilità e valore. Ed è per questo che voglio svelarti le 5 tattiche “non convenzionali” utili ad accrescere il numero dei contatti, obiettivo possibile soltanto attraverso una strategia di email marketing ben strutturata. A sostenere il valore dell’email marketing sono in tanti: questa attività risulterebbe 40 volte più efficace rispetto ai social! Tuttavia, moltissime aziende non riescono a creare mailing list sufficientemente sostanziose. Come risolvere il problema? Organizzare un giveaway potrebbe essere una buona idea, magari offrendo premi interessanti, adatti al proprio target di riferimento.

Incentivare le condivisioni del proprio giveaway sui social è un’altra ottima idea, così come lo è usare un lead magnet, possibilmente dotato di un quiz, capace di coinvolgere gli utenti come poche altre cose. Inoltre, con un quiz è possibile carpire informazioni, attraverso cui segmentare i propri iscritti. Le campagne pubblicitarie targetizzate hanno tassi di apertura nettamente superiori rispetto a quelle non segmentate (parliamo del 15% in più!) Per risultare utili, i lead magnet necessitano di discrete quantità di traffico in entrata. Chi non ne possiede abbastanza può utilizzare quello di piattaforme più autorevoli come Reddit o Quora. Ovviamente, per battere la concorrenza, sarà necessario elaborare post di qualità, in modo da convincere gli utenti a cliccare sul link. E per farlo è possibile invitare i propri amici a lasciare punteggi elevati al post.

Un altro elemento cui fare attenzione sono i pop-up: non devono essere aggressivi e devono comunicare valore. Esempio: una nota azienda utilizzava la call-to-action “iscriviti per ottenere le ultime notizie” e i suoi tassi di conversione oltrepassavano di poco lo 0,5%; in seguito ha attivato un pop-up che offre agli utenti la possibilità di aggiudicarsi un premio. Il risultato? Un tasso di conversione oltre il 6%! Secondo alcuni SEO specialist è fondamentale creare aspettative nei lettori. Come? Utilizzando contenuti di qualità, compatibili con le esigenze dei clienti. Nel titolo bisogna fornire poche informazioni e concludere con una CTA specifica. È possibile introdurre anche partner commerciali, influencer o semplici ospiti, in modo da stuzzicare la curiosità del pubblico.

Hai bisogno di qualche consiglio in grado di far crescere la tua mailing list? Allora non esitare a contattarci!


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Team beMail28 dicembre 20183min531

Ecco alcune dritte utili per creare newsletter B2B in grado di catturare l’attenzione e ottenere un vantaggio concreto. Secondo una ricerca di VTL Design, oltre il 70% degli acquirenti B2B è solito condividere le informazioni attraverso le mail. Le statistiche, inoltre, suggeriscono un ROI per le mail B2B pari a 40 euro per ogni singolo euro speso. Ma partiamo dalle fondamenta: per creare newsletter B2B performanti è necessario prima di tutto ampliare il database. Come? Metti in evidenza il form d’iscrizione alle newsletter, collocandolo nella barra laterale o nella parte alta della pagina. Quindi dotalo di un lead magnet, un piccolo incentivo offerto in cambio dell’indirizzo email. Andranno bene un ebook, un tutorial o qualsiasi altra cosa porti valore. Un gran numero di mail non viene aperto, finisce nella casella dello spam oppure non giunge a destinazione. Per evitare ciò, autentica sempre le tue mail, indica l’oggetto e identifica il mittente: così facendo suggerirai ai provider che le mail provengono da un indirizzo IP autorizzato. Secondo Find A Way Media sarebbe opportuno utilizzare oggetti intriganti, intelligenti e brevi.

La brevità è una caratteristica fondamentale, così come lo sono l’efficacia del testo e il layout. Secondo le statistiche, le mail lunghe e con un layout poco curato riscuotono pessimi risultati. Al contrario, le performance migliori appartengono alle mail formate da una media di 241 parole. Per accendere l’interesse dei lettori è necessario mettere in evidenza il contenuto del primo paragrafo. Deve essere pertinente all’oggetto e il più umano possibile, in modo da stabilire subito un contatto emozionale. Inoltre non deve mancare un video pertinente (l’80% del traffico web proviene dai video), magari menzionandolo nella riga dell’oggetto. Un altro elemento immancabile è la call-to-action: può essere inclusa sotto forma di link, di immagine cliccabile o di pulsante. Una delle cose più sgradevoli sono le mail che occupano l’intero schermo e che obbligano a scorrere lateralmente il testo. Usa una larghezza media di 600 pixel. Ovviamente, la mail deve essere mobile-friendly e capace di caricarsi rapidamente. La cadenza giusta? 2/4 newsletter al mese è l’ideale. Infine, è importante testare in anticipo i contenuti, magari postandoli prima sui social, sostituendo immagini, titoli e CTA.

Hai ancora qualche dubbio? Contattaci e ti suggeriremo come aumentare lead e vendite con le tue newsletter!


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Team beMail13 dicembre 20183min629

Ogni strategia di digital marketing è fondata sulla coesistenza di diversi elementi tesi al raggiungimento di un unico obiettivo: attirare nuovi clienti e fidelizzare quelli già avvicinati in passato. Ecco perché alcuni professionisti hanno pensato di combinare l’uso di SEO ed email marketing. In genere, ad occuparsi di questi aspetti sono figure diverse, che non sempre comunicano tra loro e adottano una linea comune. Nulla di più sbagliato: il digital marketing si nutre di tutte le strategie in grado di promuovere un prodotto ed aumentare il traffico in entrata. Ecco qualche suggerimento utile ad ottenere quanto appena detto, facendo leva sul potere di due strumenti irrinunciabili quali SEO ed email marketing.

Innanzitutto, è necessario configurare una newsletter riepilogativa con tutti i post contenuti nelle pagine social, nel sito e nel blog aziendale. I clienti saranno propensi a cliccare sui titoli più interessanti, aumentando il traffico verso i vari canali. Un’altra strategia vincente è archiviare le email. Per farlo, conviene usare il tag canonical, in grado di reindirizzare i crawler dei motori di ricerca all’indirizzo del blog. Il tag in questione va aggiunto alla sezione principale della mail come collegamento a un blog post. Ciò serve ad indirizzare verso un URL univoco tutti i contenuti simili, favorendo l’indicizzazione da parte dei motori di ricerca. In questo modo, Google interpreterà tutte le pagine simili come duplicati dell’URL canonical. Inoltre, le email archiviate non andranno perse, restando collegate a quelle nuove e ai post più recenti.

Un altro modo per sfruttare SEO e email marketing è l’uso intelligente delle keywords long-tail, che aiutano ad allineare i contenuti simili tra loro. Ad esempio, se cerco “Viaggi a Parigi”, otterrò tutti post che parlano dell’argomento specifico, piuttosto che quelli generici. Monitorare le prestazioni è fondamentale. Per farlo conviene usare la funzione UTM di Google Analytics, così da individuare le fonti principali di traffico e altri parametri che mostrano l’appeal dei contenuti sugli utenti. Infine, è necessario promuovere l’engagement, utile quanto le visite. Come? Includendo nelle mail notizie interessanti ed incoraggiando i clienti a lasciare like e commenti sui social media. Spazio, quindi, alle immagini di qualità e alle promozioni (premi, gadget, etc). I clienti si sentiranno coinvolti e non trattati da semplici acquirenti.

Questi, dunque, sono i principali consigli per sfruttare SEO e email marketing: se avete necessità di ulteriori chiarimenti o approfondimenti, non esitate a contattarci!


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Team beMail6 dicembre 20185min268

In prossimità del Natale non è necessario convincere i clienti a spendere i propri soldi: sono già più che disposti a farlo, per acquistare tutti i regali legati a questa festività. Tuttavia, è necessario persuadere il cliente a spendere per il proprio brand, convertendo quella che è un’intenzione d’acquisto in un acquisto vero e proprio.
Considerando che la concorrenza è estremamente agguerrita e intende conquistare il consumatore a tutti i costi, è necessario muoversi per tempo sfruttando tutte le risorse in proprio possesso, tra cui figurano ovviamente email e messaging.
Innanzitutto, è necessario partire dal presupposto che i clienti in cerca del regalo perfetto si muovono per tempo: anche se non spendono immediatamente, ricercano subito informazioni. In questo senso, molto prima del Natale può essere utile creare un pop-up collegato a vari client di messaging (Facebook Messenger e Instagram, ad esempio), in cui si invita il cliente a iscriversi offrendo un buono sconto da spendere fino a poco prima del Natale. In questo modo, il brand è riuscito a creare un perfetto gruppo di nuovi potenziali acquirenti, e questi ultimi sono spinti e incuriositi, grazie allo sconto ma anche alla facilità di iscrizione grazie al client di Messaging. Amazon, ad esempio, ha proposto alcune offerte solo agli utenti che si accedevano dall’applicazione e avevano notifiche push attive, per sottolineare l’importanza di utilizzo di uno strumento così semplice.

Sfruttare al meglio email e messaging significa anche accogliere il consumatore persuaso dal pop-up. Con una mail di benvenuto, da inviare automaticamente a tutti i nuovi utenti entrati – a loro insaputa – nel gruppo dedicato al Natale, si può far sentire il cliente come membro di una grande famiglia; corredare il tutto con un’immagine deliziosa legata al Natale e l’immancabile call to action – oltre alla possibilità di riscattare il premio promesso – spinge l’utente a compiere una vera e propria azione.
La campagna email e messaging, però, non termina affatto qui: a questo punto, qualche settimana prima di Natale, è necessario convincere l’utente ad acquistare, proponendo sconti vantaggiosi, idee regalo e soluzioni su misura. Per sottrarre il cliente alla concorrenza, è fondamentale agire su più canali, ad esempio inviando delle email automatiche e dei messaggi sul client di messaging prescelto. Addirittura, si può pensare di creare due differenti campagne, basandosi su idee differenti, e di valutare qual è la migliore mediante l’A/B test (il quale mette a confronto le due soluzioni in base alle risposte degli utenti e valuta quale sia la più efficace).

E dopo aver posto solide basi per una ricca clientela (e un Natale in cui insieme al pandoro lievita anche il fatturato) è necessario dedicarsi agli acquirenti dell’ultimo minuto, che necessitano disperatamente di acquistare un dono per una persona cara. Anche in questo caso, email e messaging sono gli strumenti più potenti. Serve un messaggio brevissimo, immediato e che suggerisca l’urgenza di acquistare il regalo prima di Natale. E a questo punto, dopo aver fatto emergere o creato il bisogno, si deve offrire una soluzione: idee mirate (in base alle preferenze del consumatore stesso) e un bundle, eventualmente corredato da un codice sconto che suggerisca l’idea di aver fatto un affare nonostante l’urgenza.
Questi, dunque, sono i principali consigli per sfruttare email e messaging per sopraffare la concorrenza nel periodo natalizio: se avete necessità di ulteriori chiarimenti o approfondimenti, non esitate a contattarci!


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Team beMail15 novembre 20184min571

C’è chi è riuscito a distinguersi per la bontà delle proprie campagne di email marketing, tanto da fungere da modello per tutti gli altri. Stiamo parlando di alcuni big della rete come Dropbox, BuzzFeed, JetBlue e Rip Curl. Ma quali sono i fattori che ne hanno determinato il successo? La strategia, la bontà dei contenuti, la frequenza dei messaggi di testo inviati, il livello di personalizzazione, i prodotti e tanto altro.

Tra quelli appena citati, BuzzFeed, sito che si occupa di news, gossip e cronaca, mostra una straordinaria capacità di creare CTA in grado di provocare reazioni nel lettore. Il brand usa titoli e immagini dal forte appeal e combina spesso le informazioni con un’offerta. È evidente che la forza di questa campagna di email marketing risieda soprattutto nelle headline.

JetBlue è andata oltre, tracciando un solco netto con le comunicazioni istituzionali delle altre compagnie. Le sue campagne di email marketing puntano sull’emotività, sull’utilità e sul coinvolgimento del lettore, grazie a un’intestazione in grado di attirare l’attenzione (es. è il nostro anniversario e vogliamo festeggiarlo con te) e al testo fortemente personalizzato. Ovviamente, tanta attenzione per il cliente rende l’utente onorato e quindi più incline ad acquistare. Infine, il testo viene spesso completato con un regalo (sconti, prestazioni personalizzate, etc.). 

DropBox fornisce servizi cloud in tutto il mondo. Le sue email arrivano subito al punto, l’approccio è personalizzato e la conversazione umana, anche grazie all’uso di qualche emoticon. L’elenco puntato che accompagna l’intestazione è ordinato e di facile lettura e l’invito a compiere l’azione desiderata particolarmente amichevole.

Rip Curl realizza tavole da surf dal 1969. Quest’azienda ha capito che la chiave del successo è la soddisfazione del cliente. Una delle sue ultime campagne di email marketing recita la frase “Unisciti alla rivoluzione” e propone un orologio in esclusiva per gli abbonati. L’innesco sta proprio nell’esclusività del prodotto, che funge da incentivo ad acquistare un articolo riservato ai soli abbonati, oltre al titolo forte e a un testo che mette il cliente al primo posto.

Imparare dagli esempi migliori è la maniera più rapida per ottenere risultati.
Ovviamente non basterà copiare questi esempi, ma sarà necessario sviluppare una strategia personale, in base alle proprie risorse e abilità. L’importante è provare ad essere originali, prendendo in prestito alcuni elementi cruciali che i brand di successo utilizzano con costanza, come ad esempio di form. Pensi che questi consigli non siano sufficienti a centrare l’obiettivo?

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Team beMail8 novembre 20184min644

saldi rappresentano senza dubbio una grande opportunità di guadagno per gli e-retailer e, se organizzati con la giusta strategia, consentono non solo di incrementare i volumi di vendita ma anche di smaltire quei prodotti che sono rimasti invenduti durante la stagione, per fare spazio alla nuova collezione. Anche se sono ormai moltissimi gli acquirenti che attendono con trepidazione i saldi online, il successo non è affatto garantito: la concorrenza è tanta e solo i rivenditori che avranno giocato d’anticipo e che si saranno preparati adeguatamente riusciranno ad ottenere il massimo. Abbiamo pensato, quindi, ad alcuni consigli che ti aiuteranno ad affrontare al meglio il periodo dei saldi, attraendo sempre più clienti ed ottimizzando il tuo business.

Leggi qui la prima parte della nostra guida

Dato che i saldi portano grandi volumi di traffico, diventa essenziale ottimizzare il proprio sito internet in modo da renderlo pronto per gestire tale ondata. Bisogna, infatti, rendere quanto più possibile veloce e fluida l’esperienza d’acquisto per i potenziali clienti, evitando che questi si trovino a navigare in un sito lento o, ancora peggio, che va in crash. Estremamente importante, poi, diventa l’ottimizzazione per i dispositivi mobili: uno studio ha evidenziato come, già da un paio di anni, le ricerche effettuate attraverso smartphone e tablet hanno superato quelle fatte da pc. Ciò implica, di conseguenza, che se il tuo sito non è adeguatamente strutturato, non sarà in grado di , perdendo una buona parte della clientela. Un altro elemento che deve essere massimizzato è, inoltre, la velocità: il 47% delle persone, infatti, ha ammesso di abbandonare un sito web se le sue pagine impiegano un tempo superiore ai 3 secondi per caricarsi.

Per massimizzare ulteriormente l’esperienza utente e fare in modo che un numero sempre maggiore di visitatori possa trasformarsi in consumatori è importante, infine, prendere atto del fatto che la ricerca vocale sta sostituendo quella tradizionale. Si sta passando, infatti, dai motori di ricerca verso i motori di risposta che forniscono all’utente un solo risultato, che è quello che meglio risponde alla richiesta dell’utente, generalmente formulata attraverso una query a coda lunga. Bisogna, quindi, adeguare l’interfaccia del proprio sito ed ottimizzare le ricerche con le key-words a coda lunga in modo ad mantenere la posizione 0 (vale a dire essere il primissimo risultato della ricerca) e poter, così, battere la concorrenza.

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Team beMail31 ottobre 20184min841

La guida ai saldi non è destinata solo agli acquirenti, ma anche ai negozianti: con le scelte giuste si può vedere il proprio fatturato triplicato.
Il periodo natalizio, inoltre, è quello che in assoluto si connota come quello più redditizio: secondo dati risalenti al 2015 dell’azienda Netcomm, era previsto un fatturato di 2.5 miliardi di euro in prossimità del Natale ma le previsioni sono state superate di mezzo miliardo.
Sono passati tre anni, ma la tendenza non è affatto cambiata, anzi. Ecco, dunque, che sviluppare la propria strategia di marketing in prossimità del Natale è estremamente utile.
Il punto fondamentale, però, è definire con precisione la locuzione “in prossimità”. Quanto tempo prima della festa vera e propria bisogna adoperarsi per organizzare le offerte e le strategie?
In teoria, ottobre è il mese perfetto: sono molti i blogger che consigliano agli utenti di muoversi durante questo mese per acquistare i regali natalizi, quindi è proprio a ottobre che devono cominciare le offerte.
Novembre? È già tardi: in alcuni stati, tra cui quelli del nord Europa, la concorrenza entra in gioco già a settembre.

In una guida ai saldi che si rispetti, non si può non consigliare le migliori offerte da proporre. Anche se, in realtà, questo aspetto è impossibile: ogni store è una storia a sé.
Il punto di partenza per l’elaborazione delle offerte è solo uno, ovvero la conoscenza del consumatore.
Questo non vuol certo dire incontrare di persona ogni singolo acquirente e chiedere in merito all’esperienza d’acquisto: non c’è bisogno di interagire direttamente con tutta questa gente.
Si possono però usare degli strumenti di analisi molto utili: interviste a campione, questionari o commenti sui social network. Questi sistemi (fatta eccezione per i social) sono ad esempio ciò che ha reso grande Apple negli anni: raccogliendo dati sulla soddisfazione e sulle aspettative dei clienti è riuscita non solo a migliorare i propri servizi (ad esempio attraverso la formazione interna) ma persino ad anticipare i bisogni dei clienti, creando prodotti oggi indispensabili per essi.

 

Dall’analisi dei dati, ad esempio, può emergere che i clienti chiedono una migliore efficienza nell’evasione e nella consegna degli ordini natalizi. Sono queste le leve sulle quali bisogna giocare.

Ma il significato intrinseco di “conoscere il consumatore” è anticiparne le mosse e le richieste. Soddisfarle ancor prima che se ne renda conto. L’esperto di marketing Kotler, ad esempio, ha spiegato il meccanismo adottato da Ferrero in India: valutando l’apprezzamento del pubblico indiano verso piccole confezioni di cioccolatini (vendute in un packaging elegante e raffinato) ha spinto la propria offerta verso quel segmento.
La guida ai saldi, dunque, prevede un preciso targeting del proprio mercato di riferimento, e una precisa proposta di valore dedicata a ogni specifico segmento. In questo modo si centrano perfettamente le esigenze del pubblico e si ottengono due grandi vantaggi: la fidelizzazione del cliente e un fatturato di grande importanza.
Se vuoi approfondire maggiormente il tema e avere maggiori consigli, non esitare a contattarci.