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Team beMail6 dicembre 20185min41

In prossimità del Natale non è necessario convincere i clienti a spendere i propri soldi: sono già più che disposti a farlo, per acquistare tutti i regali legati a questa festività. Tuttavia, è necessario persuadere il cliente a spendere per il proprio brand, convertendo quella che è un’intenzione d’acquisto in un acquisto vero e proprio.
Considerando che la concorrenza è estremamente agguerrita e intende conquistare il consumatore a tutti i costi, è necessario muoversi per tempo sfruttando tutte le risorse in proprio possesso, tra cui figurano ovviamente email e messaging.
Innanzitutto, è necessario partire dal presupposto che i clienti in cerca del regalo perfetto si muovono per tempo: anche se non spendono immediatamente, ricercano subito informazioni. In questo senso, molto prima del Natale può essere utile creare un pop-up collegato a vari client di messaging (Facebook Messenger e Instagram, ad esempio), in cui si invita il cliente a iscriversi offrendo un buono sconto da spendere fino a poco prima del Natale. In questo modo, il brand è riuscito a creare un perfetto gruppo di nuovi potenziali acquirenti, e questi ultimi sono spinti e incuriositi, grazie allo sconto ma anche alla facilità di iscrizione grazie al client di Messaging. Amazon, ad esempio, ha proposto alcune offerte solo agli utenti che si accedevano dall’applicazione e avevano notifiche push attive, per sottolineare l’importanza di utilizzo di uno strumento così semplice.

Sfruttare al meglio email e messaging significa anche accogliere il consumatore persuaso dal pop-up. Con una mail di benvenuto, da inviare automaticamente a tutti i nuovi utenti entrati – a loro insaputa – nel gruppo dedicato al Natale, si può far sentire il cliente come membro di una grande famiglia; corredare il tutto con un’immagine deliziosa legata al Natale e l’immancabile call to action – oltre alla possibilità di riscattare il premio promesso – spinge l’utente a compiere una vera e propria azione.
La campagna email e messaging, però, non termina affatto qui: a questo punto, qualche settimana prima di Natale, è necessario convincere l’utente ad acquistare, proponendo sconti vantaggiosi, idee regalo e soluzioni su misura. Per sottrarre il cliente alla concorrenza, è fondamentale agire su più canali, ad esempio inviando delle email automatiche e dei messaggi sul client di messaging prescelto. Addirittura, si può pensare di creare due differenti campagne, basandosi su idee differenti, e di valutare qual è la migliore mediante l’A/B test (il quale mette a confronto le due soluzioni in base alle risposte degli utenti e valuta quale sia la più efficace).

E dopo aver posto solide basi per una ricca clientela (e un Natale in cui insieme al pandoro lievita anche il fatturato) è necessario dedicarsi agli acquirenti dell’ultimo minuto, che necessitano disperatamente di acquistare un dono per una persona cara. Anche in questo caso, email e messaging sono gli strumenti più potenti. Serve un messaggio brevissimo, immediato e che suggerisca l’urgenza di acquistare il regalo prima di Natale. E a questo punto, dopo aver fatto emergere o creato il bisogno, si deve offrire una soluzione: idee mirate (in base alle preferenze del consumatore stesso) e un bundle, eventualmente corredato da un codice sconto che suggerisca l’idea di aver fatto un affare nonostante l’urgenza.
Questi, dunque, sono i principali consigli per sfruttare email e messaging per sopraffare la concorrenza nel periodo natalizio: se avete necessità di ulteriori chiarimenti o approfondimenti, non esitate a contattarci!


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Team beMail15 novembre 20184min161

C’è chi è riuscito a distinguersi per la bontà delle proprie campagne di email marketing, tanto da fungere da modello per tutti gli altri. Stiamo parlando di alcuni big della rete come Dropbox, BuzzFeed, JetBlue e Rip Curl. Ma quali sono i fattori che ne hanno determinato il successo? La strategia, la bontà dei contenuti, la frequenza dei messaggi di testo inviati, il livello di personalizzazione, i prodotti e tanto altro.

Tra quelli appena citati, BuzzFeed, sito che si occupa di news, gossip e cronaca, mostra una straordinaria capacità di creare CTA in grado di provocare reazioni nel lettore. Il brand usa titoli e immagini dal forte appeal e combina spesso le informazioni con un’offerta. È evidente che la forza di questa campagna di email marketing risieda soprattutto nelle headline.

JetBlue è andata oltre, tracciando un solco netto con le comunicazioni istituzionali delle altre compagnie. Le sue campagne di email marketing puntano sull’emotività, sull’utilità e sul coinvolgimento del lettore, grazie a un’intestazione in grado di attirare l’attenzione (es. è il nostro anniversario e vogliamo festeggiarlo con te) e al testo fortemente personalizzato. Ovviamente, tanta attenzione per il cliente rende l’utente onorato e quindi più incline ad acquistare. Infine, il testo viene spesso completato con un regalo (sconti, prestazioni personalizzate, etc.). 

DropBox fornisce servizi cloud in tutto il mondo. Le sue email arrivano subito al punto, l’approccio è personalizzato e la conversazione umana, anche grazie all’uso di qualche emoticon. L’elenco puntato che accompagna l’intestazione è ordinato e di facile lettura e l’invito a compiere l’azione desiderata particolarmente amichevole.

Rip Curl realizza tavole da surf dal 1969. Quest’azienda ha capito che la chiave del successo è la soddisfazione del cliente. Una delle sue ultime campagne di email marketing recita la frase “Unisciti alla rivoluzione” e propone un orologio in esclusiva per gli abbonati. L’innesco sta proprio nell’esclusività del prodotto, che funge da incentivo ad acquistare un articolo riservato ai soli abbonati, oltre al titolo forte e a un testo che mette il cliente al primo posto.

Imparare dagli esempi migliori è la maniera più rapida per ottenere risultati.
Ovviamente non basterà copiare questi esempi, ma sarà necessario sviluppare una strategia personale, in base alle proprie risorse e abilità. L’importante è provare ad essere originali, prendendo in prestito alcuni elementi cruciali che i brand di successo utilizzano con costanza, come ad esempio di form. Pensi che questi consigli non siano sufficienti a centrare l’obiettivo?

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Team beMail8 novembre 20184min203

saldi rappresentano senza dubbio una grande opportunità di guadagno per gli e-retailer e, se organizzati con la giusta strategia, consentono non solo di incrementare i volumi di vendita ma anche di smaltire quei prodotti che sono rimasti invenduti durante la stagione, per fare spazio alla nuova collezione. Anche se sono ormai moltissimi gli acquirenti che attendono con trepidazione i saldi online, il successo non è affatto garantito: la concorrenza è tanta e solo i rivenditori che avranno giocato d’anticipo e che si saranno preparati adeguatamente riusciranno ad ottenere il massimo. Abbiamo pensato, quindi, ad alcuni consigli che ti aiuteranno ad affrontare al meglio il periodo dei saldi, attraendo sempre più clienti ed ottimizzando il tuo business.

Leggi qui la prima parte della nostra guida

Dato che i saldi portano grandi volumi di traffico, diventa essenziale ottimizzare il proprio sito internet in modo da renderlo pronto per gestire tale ondata. Bisogna, infatti, rendere quanto più possibile veloce e fluida l’esperienza d’acquisto per i potenziali clienti, evitando che questi si trovino a navigare in un sito lento o, ancora peggio, che va in crash. Estremamente importante, poi, diventa l’ottimizzazione per i dispositivi mobili: uno studio ha evidenziato come, già da un paio di anni, le ricerche effettuate attraverso smartphone e tablet hanno superato quelle fatte da pc. Ciò implica, di conseguenza, che se il tuo sito non è adeguatamente strutturato, non sarà in grado di , perdendo una buona parte della clientela. Un altro elemento che deve essere massimizzato è, inoltre, la velocità: il 47% delle persone, infatti, ha ammesso di abbandonare un sito web se le sue pagine impiegano un tempo superiore ai 3 secondi per caricarsi.

Per massimizzare ulteriormente l’esperienza utente e fare in modo che un numero sempre maggiore di visitatori possa trasformarsi in consumatori è importante, infine, prendere atto del fatto che la ricerca vocale sta sostituendo quella tradizionale. Si sta passando, infatti, dai motori di ricerca verso i motori di risposta che forniscono all’utente un solo risultato, che è quello che meglio risponde alla richiesta dell’utente, generalmente formulata attraverso una query a coda lunga. Bisogna, quindi, adeguare l’interfaccia del proprio sito ed ottimizzare le ricerche con le key-words a coda lunga in modo ad mantenere la posizione 0 (vale a dire essere il primissimo risultato della ricerca) e poter, così, battere la concorrenza.

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Team beMail31 ottobre 20184min456

La guida ai saldi non è destinata solo agli acquirenti, ma anche ai negozianti: con le scelte giuste si può vedere il proprio fatturato triplicato.
Il periodo natalizio, inoltre, è quello che in assoluto si connota come quello più redditizio: secondo dati risalenti al 2015 dell’azienda Netcomm, era previsto un fatturato di 2.5 miliardi di euro in prossimità del Natale ma le previsioni sono state superate di mezzo miliardo.
Sono passati tre anni, ma la tendenza non è affatto cambiata, anzi. Ecco, dunque, che sviluppare la propria strategia di marketing in prossimità del Natale è estremamente utile.
Il punto fondamentale, però, è definire con precisione la locuzione “in prossimità”. Quanto tempo prima della festa vera e propria bisogna adoperarsi per organizzare le offerte e le strategie?
In teoria, ottobre è il mese perfetto: sono molti i blogger che consigliano agli utenti di muoversi durante questo mese per acquistare i regali natalizi, quindi è proprio a ottobre che devono cominciare le offerte.
Novembre? È già tardi: in alcuni stati, tra cui quelli del nord Europa, la concorrenza entra in gioco già a settembre.

In una guida ai saldi che si rispetti, non si può non consigliare le migliori offerte da proporre. Anche se, in realtà, questo aspetto è impossibile: ogni store è una storia a sé.
Il punto di partenza per l’elaborazione delle offerte è solo uno, ovvero la conoscenza del consumatore.
Questo non vuol certo dire incontrare di persona ogni singolo acquirente e chiedere in merito all’esperienza d’acquisto: non c’è bisogno di interagire direttamente con tutta questa gente.
Si possono però usare degli strumenti di analisi molto utili: interviste a campione, questionari o commenti sui social network. Questi sistemi (fatta eccezione per i social) sono ad esempio ciò che ha reso grande Apple negli anni: raccogliendo dati sulla soddisfazione e sulle aspettative dei clienti è riuscita non solo a migliorare i propri servizi (ad esempio attraverso la formazione interna) ma persino ad anticipare i bisogni dei clienti, creando prodotti oggi indispensabili per essi.

 

Dall’analisi dei dati, ad esempio, può emergere che i clienti chiedono una migliore efficienza nell’evasione e nella consegna degli ordini natalizi. Sono queste le leve sulle quali bisogna giocare.

Ma il significato intrinseco di “conoscere il consumatore” è anticiparne le mosse e le richieste. Soddisfarle ancor prima che se ne renda conto. L’esperto di marketing Kotler, ad esempio, ha spiegato il meccanismo adottato da Ferrero in India: valutando l’apprezzamento del pubblico indiano verso piccole confezioni di cioccolatini (vendute in un packaging elegante e raffinato) ha spinto la propria offerta verso quel segmento.
La guida ai saldi, dunque, prevede un preciso targeting del proprio mercato di riferimento, e una precisa proposta di valore dedicata a ogni specifico segmento. In questo modo si centrano perfettamente le esigenze del pubblico e si ottengono due grandi vantaggi: la fidelizzazione del cliente e un fatturato di grande importanza.
Se vuoi approfondire maggiormente il tema e avere maggiori consigli, non esitare a contattarci.


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Team beMail18 ottobre 20185min731

La psicologia e il marketing hanno sempre avuto uno stretto connubio, soprattutto da quando il marketing ha cambiato filosofia ed è passato dal rivolgersi ad un pubblico numeroso e indistinto a voler “colpire” esclusivamente il target di riferimento specifico. I migliori esperti di marketing sono quelli che, pur non essendo psicologi, riescono comunque a comprendere la natura umana. Ecco allora cinque teorie psicologiche che si adattano perfettamente ai bisogni del marketing e consentiranno di creare dei contenuti interessanti pr il lettore e in grado di ottenere un alto tasso di conversione.


La teoria della Fluidità Cognitiva

Secondo studi di settore impieghiamo meno di 0,05 secondi per giudicare un sito online e abbiamo una soglia di attenzione che non va oltre gli 8 secondi. Questo accade per il principio della Fluidità Cognitiva che ci fa selezionare e scartare i contenuti ritenuti più difficili. Per questo è consigliabile scrivere post brevi e chiari e inserire call to action che non siano fraintendibili.

La teoria della Riprova Sociale
Secondo la teoria della Riprova Sociale, gli individui ritengono più valide le opzioni e le scelte che sono già state fatte da numerose altre persone: la Riprova Sociale è determinante per oltre il 69% degli individui. In base a questo dato può essere utile per la promozione del proprio brand sfruttare l’azione degli influencer piuttosto che stimolare i clienti a lasciare feedback positivi.

La teoria della Percezione
Secondo la teoria della Percezione (Gestalt) non vediamo la realtà per quella che è ma per come la percepiamo. Siamo noi a dare un significato a ciò che vediamo e ad interpretarlo e ci troviamo smarriti di fronte a qualcosa di nuovo che non sappiamo codificare. Per questo occorre che i tuoi testi siano logici, che abbiano una coerenza strutturale all’interno della pagina e del sito stesso, che vi siano elementi noti come le call to action.

La psicologia del colore
Secondo la psicologia del colore i comportamenti umani sarebbero influenzati dai colori: un individuo impiega circa 90 secondi per giudicare un prodotto e la sua opinione è basata sul colore in una percentuale che varia dal 62 al 90%. È importante allora scegliere il colore giusto per il proprio logo ma anche per il sito. Ad esempio il rosso rappresenta l’energia, il blu contribuisce a creare fiducia, il giallo stimola l’ottimismo.

La teoria di Fogg e il modello comportamentale
Secondo la teoria di Fogg un’azione si compie solo alla presenza di tre fattori: la motivazione, la possibilità e la causa scatenante. Applicando la teoria di Fogg ai contenuti, ne vengono fuori testi che sono altamente motivazionali con messaggi pensati in modo esplicito per il target di riferimento ma anche che utilizzano verbi che invitano all’azione.

Vuoi provare anche tu una di queste strategie per rendere più persuasivi i tuoi contenuti online? Contattaci subito!


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Team beMail10 ottobre 20184min540

Le festività offrono un’occasione ottima per coloro che si occupano di direct email marketing.
Infatti, fattori quali la stagionalità incidono in maniera positiva sulla propensione all’acquisto dei potenziali clienti. Ecco dunque che, se opportunamente sfruttati, i periodi di festa costituiscono la migliore occasione per generare profitto con una campagna DEM.

Halloween, una festa di derivazione anglosassone, coinvolge ormai praticamente tutto il mondo occidentale. Ogni anno nel periodo che precede il 31 ottobre, giorno in cui si celebra la ricorrenza, non è strano vedere negozi e siti online popolarsi di grafiche dedicate con colori che virano dall’arancione della zucca, tipica di questo periodo dell’anno e simbolo della festa stessa, ad un nero ‘misterioso’.

Questa festa è particolarmente apprezzata dai più giovani che possono mascherarsi ed offre delle occasioni molto ghiotte per studiare newsletter che esulano dal tono di quelle istituzionali o specificatamente legate alla vendita, ma che consentono attraverso un tono scherzoso di aumentare non solo i tassi di apertura e di clic, ma anche le conversioni all’acquisto. La newsletter per Halloween dovrebbe rappresentare un momento che l’azienda sfrutta per comunicarsi in maniera più ironica, mostrando il lato giocoso del marchio.

Se si vuole strutturare la newsletter in modo che abbia un richiamo – anche velato – agli obiettivi di business è necessario studiare bene la coerenza fra il messaggio e i prodotti stessi, in modo da non apparire come una promozione slegata e forzatamente commerciale. Esistono alcuni settori per cui la festa di Halloween rappresenta un diretto aumento delle vendite. Basti pensare, ad esempio, a tutti gli commerce oppure i negozi fisici legati alla ristorazione alla pasticceria oppure a make up e abbigliamento. Quest’ultimi in particolare hanno la possibilità di legare le proprie offerte alla festività in maniera esplicita con oggetti che invitano apertamente all’acquisto come: ‘Scopri i trucchi per un Halloween da paura!’

 

Particolarmente efficace per tutti i settori che operano nel B2C, una newsletter per Halloween non presenta tuttavia un target specifico. Anche se la festa è più sentita da un pubblico più giovane, non bisogna certo dimenticare tutto il segmento dei neo-genitori, che si trova a organizzare feste a tema per i più piccini. Al fine di massimizzare il ritorno sull’invio di questa email risulta opportuno studiare al meglio il timing, che deve essere compreso tra una e due settimane prima della ricorrenza stessa, a seconda della tipologia di settore e del messaggio contenuto nell’email. Particolarmente efficaci, infine, sono le offerte a tempo legate a questa festa, con contatori integrati nella grafica ed eventuali promozioni associate.

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Team beMail26 settembre 20184min1590

Al giorno d’oggi fare marketing online non è certo cosa semplice. Bisogna perciò analizzare nel dettaglio le strategie in maniera tale da essere certi di muoversi nel modo più corretto possibile. Ecco perché una concreta opportunità che si ha a disposizione è quella di sfruttare al meglio le emozioni. D’altronde ci sono stati veri e propri studi che hanno permesso di appurare quanto queste siano importanti nel determinare le scelte degli utenti. Motivo per cui l’obiettivo di chi vuole fare marketing emozionale è quello di dare degli inneschi emotivi, ovvero delle vere e proprie “esche” che possano risultare come qualcosa di molto attraente. E per capire ciò basta che ti soffermi qualche istante su alcuni prodotti che acquisti online e che di certo non sono fondamentali per la tua esistenza.

Per capire ciò è necessario partire da qualche esempio concreto per capire cosa voglia dire marketing emozionale tradotto nella realtà. Spesso prevale quindi la paura, quel senso di incertezza che cancella tutte le altre sensazioni. Quelle che vale la pena sfruttare sono le paure delle persone legate alla scadenza di un’offerta o il non iscriversi ad un certo programma fedeltà. O anche il senso di colpa che è quello che maggiormente potrebbe stimolarti a compiere un’azione. Ciò si traduce nella volontà di iscriverti in palestra nel momento in cui noti, ad esempio, campagne pubblicitarie che facciano leva su quanto possa essere buono eliminare la pancetta. Oltre ovviamente a tener presente che la gratificazione immediata è probabilmente l’elemento che fa la differenza. Sfruttare al meglio il marketing emozionale ti garantisce la possibilità di soddisfare tutto quello che le persone stanno cercando.

Non devi dimenticare che ci sono appositi strumenti che potrai sfruttare e con cui avrai modo di toccare con mano i benefici del marketing emozionale. Ad esempio, raccontare la storia o qualche aneddoto legato al prodotto. Oltre a dover necessariamente dare una presentazione dell’azienda oppure dare un volto alla stessa. Fino a dover considerare l’importanza del linguaggio: ci sono delle parole che vengono chiamate trigger e fanno scattare determinate emozioni. La cosa migliore che potresti fare è quella di dare un’occhiata ai competitor e alle loro recensioni in maniera tale da renderti conto come essi le sfruttino. Senza dimenticare quanto possano essere importanti elementi visivi che non ti faranno passare inosservato. Da considerare il font e i colori se pensi a contenuti come foto, oltre a poter puntare su appositi video che dovranno far capire al cliente che può vivere delle esperienze uniche.

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Team beMail17 settembre 20184min239

Si dice spesso che il successo di una campagna di marketing si ritrovi nella sua pianificazione. Questo è tutt’altro un falso mito: una corretta programmazione aiuta non solo a prevedere variabili che possono essere più facilmente controllate e gestite, ma anche a calendarizzare la creazione di contenuti in modo da avere il tempo di mettere a punto la creatività. Infine, creare un piano editoriale di email marketing consente una maggiore efficienza, aiutando il lavoro di tutto il team e infondendo un senso di responsabilità in tutti i membri. Esaminiamo ora in dettaglio perché è indispensabile stilare un piano editoriale di email marketing.

Stilare un calendario di email marketing facilita la pianificazione delle attività con largo anticipo. Consente una distribuzione del lavoro ottimale e un’allocazione delle risorse intelligente, che permette a sua volta di individuare correttamente il budget per ciascuna campagna di email marketing. Solo creando un calendario editoriale che preveda la data di invio di una newsletter, puoi inviduare quanto tempo ti sarà necessario per completare ogni fase di una email: dal concept al design, dal copy all’HTML. Calendarizzare le e-mail entro un determinato lasso di tempo migliora la ricerca, dando il tempo di raccogliere informazioni relative ai contenuti. Oltre agli aspetti visti finora, che sono prevalentemente relativi alla pianificazione e all’efficacia, il piano editoriale è una parte integrante di qualsiasi strategia di email marketing. Infatti, il calendario funziona come un documento che permette di stabilire per ogni campagna o invio, lo scopo, il pubblico di destinazione e la tipologia dell’email.

All’interno del calendario editoriale sarà facile tenere traccia delle email mandate, aggiornando il documento con le metriche relative alla performance di ogni email. Ecco che ti sarà possibile inserire il tasso di apertura e l’engagement generato in termini di clic per l’invio di ogni comunicazione. Mettere a confronto questi dati con lo strumento utilizzato in fase di pianificazione ti fornirà degli strumenti utili per definire i prossimi passi della tua strategia di email marketing. Ad esempio, individuare le comunicazioni che hanno performato meglio e cercare di riproporle con alcuni aggiustamenti, che tengano conto di eventuali mutamenti nelle mode, rappresenta un’ottima soluzione per rendere più efficiente il tuo processo di lavoro e capitalizzare quanto già fatto. Infine, il piano editoriale di email marketing ti sarà indispensabile per organizzare il periodo successivo, aiutandoti a riproporre i fattori chiave di successo, che nel documento saranno facilmente analizzabili.
Vorresti saperne di più? Scrivici subito per scoprire quali strumenti mettiamo a tua disposizione per la stesura del piano editoriale.


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Team beMail7 settembre 20184min236

Il CTR è un indice che misura, nel caso di una strategia di email marketing, l’efficacia di un messaggio di posta elettronica, possibilmente contenente un link che rimanda ad una landing page o ad una pagina web determinata.

Come costruire una email efficace
Ti sarà capitato ricevere una email che nemmeno hai letto e hai cestinato direttamente. Se vuoi che le tue non facciano la stessa fine nei computer dei tuoi clienti, puoi mettere in pratica qualche consiglio utilizzando i migliori copy.

– Struttura PAS: introduzione, corpo e conclusione che tecnicamente diviene semplicemente PAS (problem, agitate, solve). L’introduzione deve identificare un problema, il corpo deve contenere la spiegazione e gli eventuali danni “aggravati” che possono generarsi e la conclusione deve identificare la soluzione, magari con un tuo prodotto o servizio.

– Bucket Brigade: la terminologia anglosassone non ti aiuta e non ti trasmette nulla, ma se invece vedessi il concetto in modo semplificato? Sforzati di scrivere utilizzando una punteggiatura schietta, impiegando, ad esempio, i due punti (:). Un testo leggero e diretto favorisce la lettura da parte del tuo interlocutore e lo incentiva a “stare” sulla tua email senza eliminarla. Non girare intorno al problema o alla soluzione, perchè la controparte dovrà gestire altre 20 email come le tue. Usa frasi del tipo “Ora:”“In conclusione:”, “Ho analizzato il problema, ecco la realtà delle cose:”. Frasi di questo tipo hanno la caratteristica di penetrare nella mente della persona in maniera più secca ed efficace, incrementando il CTR.

– Terminologia: non importa quanto lunga sarà la tua email e nemmeno che argomento andrà a trattare, ma quello che devi tenere bene in considerazione è la terminologia che andrai a utilizzare. Un testo snello composto da termini semplici ti aiuta. Poniti nei panni del lettore: egli può leggere la tua email al mattino presto, la sera tardi quando è stanco, dopo pranzo, mentre è al telefono o durante una sosta in un parcheggio e in ciascuna di queste situazioni la sua concentrazione è differente. Se scrivi difficile e la lettura avviene dopo una situazione a lui poco piacevole oppure mentre sta facendo altro, otterrai l’effetto contrario dalla tua email. Una terminologia lineare e semplificata paga sempre.

– Abstract: il termine è giornalistico e riguarda le prime righe di un articolo. Il programma di posta elettronica solitamente può far comparire le prime parole del testo che l’interlocutore può leggere senza aprire l’intero messaggio. Sii deciso e cerca di catturare la sua attenzione con la prima frase, suscitando la sua curiosità e incentivandolo a cliccare sull’eventuale link presente nel testo, favorendo il CTR.

– Personalizza: se conosci il nome del destinatario rivolgiti a lui direttamente e tu cerca di apparire nel suo computer con il tuo nome e non con il nome del tuo gruppo di lavoro o della funzione aziendale (meglio apparire come “Tizio Bianchi” e non come “Ufficio progettazione Giuseppozzi Enterprise).

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Team beMail31 agosto 20183min478

Si dice spesso che un’immagine vale più di mille parole. Sarà proprio per questo che le immagini e le fotografie sono così importanti, soprattutto quando applicate al marketing e alla pubblicità? All’interno del nostro approfondimento, vedremo come la scelta di un’immagine efficace, ossia che abbia successo nell’intento di attirare l’attenzione del lettore, possa aiutare a migliorare i dati relativi alle performance delle newsletter e come evitare gli errori comuni dell’email design. Le immagini, infatti, risultano avere un alto tasso di correlazione con il successo di una comunicazione commerciale. Affinché l’email possa garantire buone performance, non è sufficiente che la grafica risulti piacevole, anche se ovviamente delle immagini curate e gradevoli esteticamente aiutano. Le immagini vanno studiate e usate in maniera strategica al fine di prevenire eventuali difficoltà che possono avvenire nella fase di caricamento o di visualizzazione da parte del client di posta.

La prima best practice da ricordare sempre è quella di utilizzare immagini delle dimensioni giuste, affinché queste non risultino troppo pesanti nel caricamento delle email. Potrebbe stupire, ma pesi troppo eccessivi rientrano ancora tra gli errori comuni dell’email design. L’importante dunque è prestare un occhio di riguardo alle dimensioni, facendo particolare attenzione a ritagliare le immagini sulla base delle specifiche esigenze del canale email aiuta moltissimo. Infatti, se l’immagine risulta essere più grande del necessario, il messaggio tarderà a caricarsi, se invece è più piccola si avrà uno spiacevole effetto sgranato. Studiare immagini che si basano sul corretto numero di pixel è molto importante soprattutto in virtù degli schermi retina, che sono sempre più diffusi. Per questo tipo di tecnologia, è necessario avere immagini con un numero doppio di pixel, per cui va raddoppiata la dimensione dell’immagine rispetto allo spazio a disposizione nel template per essere sicuri di avere una corretta visualizzazione.

Inoltre, è davvero importante non dimenticare mai di inserire l’alt text dell’immagine, in quanto molti client di posta di default non permettono di visualizzare le immagini. Questo risulta in una comunicazione interrotta: capita spesso di vedere dei blocchi vuoti legati a una parte di testo che sembra sconnessa, in quanto questo è un altro degli errori comuni dell’email design. Ecco perché l’alt text di un’immagine dovrebbe essere pensato in maniera informativa e intelligente. Per un design efficace e che aiuta nella lettura del messaggio, bisogna assicurarsi che tutte le immagini riportino l’alt title, che non deve essere troppo lungo, perché potrebbe finire con lo spaginare il resto del testo e, quando possibile, dovrebbe contenere un link al suo interno.