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Team beMail18 aprile 20183min973

Una delle fonti più importanti di introiti per gli e-commerce deriva in realtà da un iniziale fallimento. Siamo forse impazziti? No, hai letto bene. A procurare maggior successo per uno shop online sono proprio quei carrelli virtuali che erano stati in precedenza abbandonati a se stessi, noti in gergo proprio come la categoria dei “carrelli abbandonati”. Infatti, è molto più facile che a portare a termine un acquisto siano le persone che l’avevano in precedenza già iniziato, piuttosto che attirare nuovi consumatori che devono familiriarizzare con il processo d’acquisto partendo da zero.
Ecco che diventa fondamentale impostare un’ottima strategia di retargeting su tutti i carrelli abbandonati, al fine di poter riconvertire nuovamente l’utente spingendolo all’acquisto grazie a promozioni o messaggi specifici.

Grazie a un’analisi accurata e preventiva dei carrelli abbandonati, è possibile impostare diverse strategie che vadano a cogliere nel segno, andando a ipotizzare quali potrebbero essere le offerte migliori nel caso qualcuno sia interessato a un dato prodotto e l’abbia poi abbandonato senza concludere l’acquisto.
Per poter strutturare il messaggio più adatto, vanno prima individuate le ragioni che possono aver portato alla creazione dei carrelli abbandonati. Tra le principali cause che si celano dietro a un carrello abbandonato, possono nascondersi davvero moltissimi aspetti.
Alcuni riguardano il processo di acquisto in sé, noto come customer journey, che a volte può subire qualche piccolo intoppo. Se è il tuo caso, allora non possiamo che consigliarti di monitorare e rivedere con attenzione il processo d’acquisto, controllando che non ci siano pezzi di codice che ne impediscono il funzionamento e verificando che esso risulti in generale il più fluido possibile.

Altre motivazioni che si nascondono dietro a un carrello abbandonato sono invece legate ad aspetti propri del consumatore. Ad esempio, un acquisto potrebbe essere stato iniziato in un momento e successivamente interrrotto a causa di fretta improvvisa o di qualcosa che è sopraggiunto. O ancora, se l’acquisto è da considerarsi di tipo impegnativo, non stupisce che possano accadere dei normali ripensamenti.
Questa situazione si verifica spesso nel caso degli e-commerce di viaggi, per cui il rischio è che l’utente stia considerando diverse mete, di fatto confondendo le idee dell’azienda, che ha necessità di impostare una strategia di retargeting piuttosto ampia basata sulle pagine visitate dal consumatore.
Ecco che in questo caso è ancor più importante affidarsi a un partner competente nel targeting e recupero dei carrelli abbandonati.


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Team beMail12 aprile 20183min378

Nonostante l’avvento di molteplici e nuovissimi canali per la comunicazione diretta, l’email marketing rimane ad oggi uno degli strumenti più efficaci per interagire con il proprio target di utenti attraverso la comunicazione con un database.
Perché? L’email permette di simulare una comunicazione one-to-one, quando in realtà offre all’azienda o all’agenzia che struttura la strategia di email marketing la praticità di una comunicazione one-to-many.
Un’ottima strategia di email marketing non può al giorno d’oggi fermarsi al semplice – ma cieco – invio di email, ma deve integrarsi con un’analisi più completa dell’utente, che permetta poi di effettuare un buon retargeting.
Lo studio del comportamento dell’utente nel Web è fondamentale per capire non solo la sua propensione all’acquisto, ma anche quelli che sono gli aspetti caratteriali e che compongono lo stile di vita.

L’aspetto della personalizzazione e l’illusione che la comunicazione sia rivolta esclusivamente a una persona sono divenuti sempre più importanti al giorno d’oggi.
Ecco che il retargeting svolge in questo senso un ruolo davvero fondamentale.
Grazie al retargeting è possibile seguire il comportamento del nostro utente, precedentemente inserito all’interno del database, per andare a comprendere in maniera più puntuale quelle che sono le sue inclinazioni.
Come funziona in sostanza il retargeting è perché è così importante, soprattutto se associato a una strategia di email marketing? Impostare il retargeting significa creare e implementare uno o più codici all’interno del proprio sito che permettono di tracciare e identificare la provenienza dell’utente nel momento in cui visita il sito.
Una volta che l’utente abbandona il sito, gli strumenti di retargeting più raffinati sono in grado di inviargli un’email – sia dinamica, sia statica – con il contenuto che si ritiene possa essere più puntuale in quel momento.

Grazie al retargeting, aumenta in maniera esponenziale la percezione di una comunicazione personalizzata, in quanto l’utente ha l’impressione che l’email che riceve in seguito alla visita del sito riescano a cogliere i suoi bisogni in maniera unica.
Il retargeting inoltre permette di effettuare strategie di cross-selling e di up-selling, con le quali è possibile proporre all’utente dei prodotti per i quali si ritiene che possa essere più incline all’acquisto.
Un buono strumento di retargeting è pensato per integrarsi agilmente con le principali piattaforme sia di email marketing, sia con quelle che si occupano di tracciamento, come ad esempio Google Tag Manager, DoubleClick e AdForm.


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Team beMail1 dicembre 20175min435

Tutto si costruisce sulla base di un database pieno di indirizzi mail e arricchito di informazioni sui comportamenti d’acquisto. È questo che ti consentirà di fidelizzare i visitatori del tuo eCommerce. In particolare quelli che si fanno un giro nel tuo e-store, cliccano su alcuni articoli per metterli nel carrello e poi abbandonano.
Abbandonano il tuo carrello, il tuo eCommerce e soprattutto abbandonano te.

Ma esistono degli strumenti e delle strategie, che consentono di unire gli sforzi dell’eCommerce e dell’Email Marketing per arrivare a recuperare anche chi lascia il carrello pieno prima di passare dalla cassa. Pensa che una buona strategia di remarketing consente di recuperare clienti e di alzare il tuo tasso di conversione fino al 18%. Su 100 email inviate, 21 vengono aperte e poco più di due lettori (2,56%) vanno a fare acquisti sul tuo sito. Ma per arrivare a queste cifre, devi dialogare con i tuoi utenti, proprio come già stai facendo sui social, sul tuo blog, sui forum.

Il dialogo sul tuo eCommerce deve basarsi su messaggi concisi, su proposte e rilanci, che possano far cambiare idea al visitatore, che sta lasciando il tuo e-store senza acquistare. È il caso delle Abandoned Cart Email, delle mail che entro 24 ore dalla visita del cliente, gli ricordano che aveva lasciato dei prodotti nel carrello. Esistono anche in una versione di durata superiore: per 3 o 5 giorni, riceverà dei reminder, che lo spingeranno a tornare al tuo eCommerce. Tasso medio di conversione del 2,63% e rapporto click / conversione di 21,78%: i migliori risultati del settore! Altri strumenti che, utilizzati in una strategia congiunta di Email Marketing e eCommerce, stanno dimostrando efficacia sono le Up-Sell Mail e le Cross-Sell Mail. A differenza delle A.C.E., queste mail vengono inviate a chi ha già effettuato un acquisto, proponendo un prodotto ulteriore.

Ve ne sono di almeno tre tipologie:
la prima mail è generica e parte dopo l’acquisto di un qualsiasi prodotto; la seconda mail suggerisce un prodotto all’interno della stessa categoria di quello appena comprato, o simile; la terza invece è abbinata alla ricevuta di acquisto. Si tratta, in quest’ultimo caso, di mail aperte nel 70% dei casi: una sorta di cavallo di Troia, da non lasciarsi sfuggire: offerte e sconti per il cliente o per gli amici, domanda di recensioni relativamente all’acquisto.
Un altro tipo di mail è quella che veicola offerte promozionali e per le quali la maggiore efficacia si ottiene segmentando il target dei clienti (in questo caso, già acquisiti), in base alle modalità con cui questi effettuano gli acquisti.

Il tuo compito sarà quello di individuare e creare le diverse categorie di clienti per accoppiarvi la giusta promozione; un’idea potrebbe essere quella di separare la clientela, tra coloro che spendono sul tuo sito delle cifre mediamente elevate, coloro che approfittano solo delle offerte e delle promozioni e coloro che puntano invece all’acquisto di un prodotto esclusivo, per il quale magari vogliono essere i primi, a prescindere dagli sconti. Per ognuna di queste categorie, la strategia di Email Marketing e di eCommerce deve essere tarata in maniera precisa.

Questa non può e non vuole essere una lista esaustiva di tutti gli strumenti a tua disposizione; vogliamo però ribadire ancora una volta quanto il tuo rapporto con il cliente (acquisito o potenziale che sia) debba essere fondamentale e trasversale alle strategie di Email Marketing e di eCommerce che adotterai per il tuo store online. Alla base, vi dovranno essere dei punti imprescindibili: la conoscenza degli utenti del sito, l’automazione del processo comunicativo, il raggiungimento delle caselle email (il maggior numero possibile) e l’integrazione del tuo personalissimo database (non solo con gli indirizzi, ma con tutti i dati a disposizione, in particolare i comportamenti d’acquisto).


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Team beMail25 maggio 20171min250

La pubblicità tradizionale (display) ha sicuramente delle limitazioni: non converte al meglio e spesso è difficile attribuire una conversione agli annunci display. Per questo gli inserzionisti preferiscono mostrare solo gli annunci coerenti per i propri utenti, in modo da veicolare traffico di qualità che porta a maggiori conversioni.

In questo entra in gioco il retargeting.


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Team beMail16 settembre 20162min351

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La segmentazione è uno degli elementi principali che portano alla buona riuscita di una campagna di email marketing. Il vero primo passo verso una strategia vincente.

Se fino a qualche anno fa ottenere i dati dagli utenti era sufficiente, il mercato ha reso necessario andare a conoscerli meglio approfondendo le loro abitudini ed i loro interessi. Il livello competitivo per attrarre l’attenzione dei propri destinatari è difatti aumentato in maniera esponenziale.

Il marketing comportamentale (o pubblicità comportamentale, in inglese behavioural targeting) si basa proprio su questo concetto: analizzare le abitudini e le azioni svolte dagli utenti del nostro database per andare a proporre loro messaggi pubblicitari in linea con le loro esigenze ed i loro interessi.