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Team beMail4 giugno 20185min680

Una delle strategie migliori per incrementare il business della tua attività è, come ben saprai, quella di utilizzare l’email marketing. Uno studio ha infatti evidenziato che per ogni dollaro investito in quest’attività il ritorno dell’investimento stimato è circa 38 volte tanto! Questo dato rappresenta solo una minima parte degli aspetti positivi. Ma come fare a diventare un ninja nella creazione delle newsletter?
Di seguito troverai alcuni esempi, che ti permetteranno di fornire un contributo significativo alla tua azienda, e alla vostra prossima newsletter.

Seafolly

Uno dei migliori esempi di e-mail marketing è l’utilizzo dei colori complementari (arancione e verde) che fa Seafolly. Questi, assieme all’immagine, hanno il compito di attirare il lettore nell’email di benvenuto, così da creare un legame con il brand. Molto semplici anche i menù di navigazione, che fanno atterrare direttamente sul sito.

Rip Curl

Un altro esempio interessante di email marketing è quello di Rip Curl, il marchio di abbigliamento da surf. I suoi punti di forza? L’unione tra semplicità ed immediatezza di copy, CTA e immagini.

Jaybird

Questo marchio, che commercializza componenti audio ad alta qualità come le cuffie bluetooth, ha creato una newsletter particolarmente accattivante, con in primo piano un pulsante di colore verde brillante, che invoglia immediatamente al click (e all’acquisto!)

Topshop

Anche Topshop si avvale di una campagna efficace di email marketing per migliorare le vendite dei suoi capi di abbigliamento. Le peculiarità del prodotto e la sua facile vestibilità sono messe in risalto dalla modella che compare nell’immagine e dai vari abbinamenti con altri capi. In mezzo alla mail e subito sotto allo slogan, campeggia la CTA: una posizione che facilita nettamente la possibilità di vendita del prodotto.

 

Sephora

Questo brand ha invece pensato di collegare la sua campagna di email marketing ad un concorso, mettendo però in evidenza, giusto sotto il banner dei premi, anche gli ultimi prodotti arrivati sul mercato, in modo da ingolosire l’occhio del lettore.

Adidas

Anche un marchio affermato a livello mondiale come Adidas ha pensato di ricorrere all’email marketing per promuovere le vendite dei suoi prodotti, utilizzando una leva come quella della semplicità e riconoscibilità delle tre bande del brand.

Birchbox

Birchbox ha pensato che il miglior modo per ottenere un ritorno proficuo potesse essere quello di ottimizzare al massimo le sue newsletter per i dispositivi mobili. In tal modo oltre il 50% delle email si sono tradotte in un comportamento d’acquisto.

 

 


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Team beMail15 maggio 20171min303

Una delle scelte fondamentali per chi fa business online (e non) è la scelta dell’ESP, ovvero dell’email service provider. Spesso questa scelta viene fatta senza le giuste basi di conoscenza e quindi può capitare di non esserne soddisfatti. La scelta deve difatti ricadere sul servizio migliore per il proprio business e non, come spesso capita, su quello meno peggio. Nel corso degli anni abbiamo incontrato vari clienti poco soddisfatti del loro ESP e abbiamo cercato di capirne i motivi.


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Team beMail13 marzo 20171min286

Nell’ottica di migliorare la qualità della piattaforma, da oggi beMail è certificata dalla CSA (Certified Senders Alliance), associazione tedesca che ha come obiettivo la lotta allo SPAM attraverso la certificazione di piattaforme in base ad alcuni requisiti qualitativi che passano attraverso la validazione degli ESP in modo da garantire un trattamento preferenziale in termini di deliverability, garantendo ulteriormente la consegna delle email inviate presso i principali fornitori di servizi internet quali ad esempio 1&1, AOL, Freenet, GMX, Mail.com, Yahoo, Web.de,1&1, Vodafone, etc.


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Team beMail14 febbraio 20171min268

In un mondo ideale ogni utente del vostro database dovrebbe aprire le vostre email, cliccare sui vostri contenuti ed essere interessato alle vostre offerte. Nella realtà però non è così: alcuni utenti che in precedenza si sono iscritti alla vostra newsletter o hanno lasciato l’indirizzo email a seguito di alcune campagne di acquisizione possono smettere di seguirvi, diventando di fatto utenti inattivi.

Come comportarsi con gli utenti inattivi del database? Conviene cancellarli o cercare di riattivarli?


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Team beMail19 ottobre 20164min218

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La segmentazione è davvero una parola chiave fondamentale in ambito email marketing. Si tratta di un elemento troppe volte sottovalutato ma decisamente importante per la buona riuscita di una strategia di comunicazione via email. Vediamo oggi 10 modi per segmentare al meglio il vostro database.

Le possibilità sarebbero davvero infinite: un lavoro certosino potrebbe portare ad una segmentazione altamente profilata, su molteplici fattori legati alla natura dell’utente. Perchè, se ci pensiamo bene, una piattaforma di email marketing oggi è un vero e proprio sistema di CRM.

Partiamo dai principali:

1) Localizzazione geografica
Sapere dove vivono i vostri utenti contatti è un’informazione davvero importante. Questo è fondamentale sia per chi sviluppa il proprio business localmente sia per chi lo fa a livello nazionale ma ha la necessità di differenziare la propria offerta in base alla localizzazione geografica. Suddividete quindi i vostri utenti in base a questo elemento di profilazione, ricordandovi che potrebbe essere utile suddividere le grandi città in quartieri o distretti.

2) Età
Un secondo fattore è quello dell’età, che contraddistingue target decisamente diversi tra loro: ragazzi, adulti, pensionati, etc. Suddivideteli in fasce d’età, in modo da avere una segmentazione ancora più efficace che vi consentirà di “colpire” in maniera precisa il target desiderato.

3) Sesso
Uomini e donne hanno esigenze, abitudini e attenzioni diverse. Se la vostra proposta commerciale si riferisce ad uno o all’altra target, o ad entrambi, segmentare la lista per età è uno dei punti di partenza.

4) Utente privato ed aziende
E’ una differenziazione anch’essa di base per alcuni business (se vi rivolgete al B2B per esempio) e vi consente di suddividere in maniera netta i contatti aziendali da quelli privati. La parte relativa alle aziende può essere ulteriormente suddivisa in base al tipo di azienda (franchising, no profit, e-commerce, pmi, etc) e al ruolo all’interno dell’azienda stessa (marketing, vendite, consulenti, sviluppatori, director, etc)

5) Livello di istruzione
E’ possibile segmentare il database in base alle informazioni legate al livello di istruzione degli utenti, tematica particolarmente apprezzata a livello pubblicitario. Per ottenere questo tipo di dati il modo migliore è una survey.

6) Abitudini ed interessi di acquisto
Conoscere le abitudini di acquisto dei vostri utenti vi consente di proporre loro servizi e prodotti in linea o complementari a quanto acquistato in precedenza. Analisi di questo tipo sono davvero il cuore di una strategia di email marketing, pertanto questa profilazione (leggi come beMail può profilare su base comportamentale) deve essere assolutamente considerata e costruita dinamicamente. Legato a questo aspetto è possibile considerare anche l’interesse di acquisto (chiedendo anche direttamente all’utente attraverso una survey) e la frequenza di acquisto, per suddividere gli utenti più attivi da quelli meno attivi.

La lista potrebbe continuare all’infinito, comprendendo segmentazioni in base ad interessi tematici generali, preferenza di un formato email rispetto ad un altro, livello di engagement (% di aperture e click delle email), satisfaction index (indice di soddisfazione), clienti che utilizzano o meno le recensioni, clienti online e clienti in-store, % di abbandono dei carrelli e molto altro.

Ragionate su un buon livello di segmentazione che sia realmente utile al vostro business.