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Team beMail6 maggio 20193min591

Sono costantemente connessi e dipendono dal cellulare. Plurals, post- millennial, generazione Z: gli sono stati assegnati i nomi più vari, ma ora l’obiettivo principale è tracciarne e studiarne i comportamenti sul web, in modo da poter migliorare comunicazione e riscontri. Alla cosiddetta generazione Z appartengono tutti i nati tra il 1995 e il 2012. Circa 2 miliardi di giovanissimi che stanno lentamente modificando l’approccio delle aziende al mercato. I motivi? Sono cresciuti durante il boom di Internet e abituati all’uso contemporaneo di più dispositivi. Non hanno mai conosciuto il mondo senza il web e molti di loro dipendono dal display. Se le generazioni precedenti hanno innestato la tecnologia nella propria quotidianità, i post-millennials non sanno cosa voglia dire vivere senza un PC, un tablet o un dispositivo mobile. Ma quali sono le strategie più utili per relazionarsi con questi utenti? E quali i loro canali preferiti? Secondo ricerche recenti, per il 46% il marketing via email ha un peso rilevante, mentre per il 54% YouTube resta la piattaforma più popolare. Quasi tutti sono orientati al mobile, amano i social network e lasciano abitualmente feedback e commenti online. Infine, la maggior parte di loro sceglie i propri acquisti in base ai pareri lasciati dagli altri utenti.

In che modo trasformare le proprie strategie digitali? Innanzitutto, sarà bene puntare sulla personalizzazione dei messaggi. La soglia d’attenzione dei ragazzi è sempre più bassa e le aziende hanno pochi secondi per riuscire a convincere i consumatori che le proprie campagne meritino un click. Meglio puntare su contenuti dinamici, filtri, integrazioni e tutto quanto possa rendere interessante un’offerta. Inoltre, è importante non essere invadenti. Nonostante desiderino esperienze super personalizzate, gli utenti della Generazione Z sono molto attenti alla propria privacy. Preferiscono usare i social network sui quali non possono essere controllati e persino account fake. Il calo verticale di Facebook si spiega così. Di conseguenza, l’email marketing del futuro dovrà essere sempre più profilato e consentire al destinatario di scegliere preferenze e frequenza dei messaggi. L’ultimo tassello fondamentale è costituito dalle opinioni degli influencer. Queste risultano decisive per i più giovani, a patto che siano autentiche e non forzate. Intendi costruire una campagna di marketing attenta alle necessità dei più giovani? Le parole chiave sono personalizzazione, privacy e influencer. E se queste non dovessero bastare, contattaci pure, ti forniremo la ricetta del successo!


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Team beMail1 marzo 20193min682

Per profilare con successo le mail, è necessario raccogliere informazioni utili circa i destinatari. Ecco le opportunità cui le aziende possono affidarsi: profilazione unica, progressiva (diretta o indiretta), più qualche soluzione creativa. Detto questo, sfatiamo un mito duro a morire circa l’email marketing: “la quantità di destinatari presenti nel database è l’unico fattore chiave per il successo di una strategia”. Certo, la quantità è un fattore importante, ma ad essere determinante è la qualità del contenuto ed il suo livello di rilevanza. E come si fa a migliorare la rilevanza? Assecondando le esigenze, gli interessi e le preferenze del destinatario. Ecco, allora, che la profilazione corre in aiuto di chi decide di contattare i propri clienti tramite mail, poiché permette di convertire le informazioni raccolte in offerte e comunicazioni personalizzate.

Il valore delle mail personalizzate è enorme: queste hanno percentuali di conversione sei volte maggiori e tassi di click unici pari al 41% in più rispetto alle mail non personalizzate (Marketing Land). Ma cosa serve per svolgere al meglio questa attività? Prima di tutto organizzazione. Il passo iniziale è individuare le informazioni più importanti e la strategia per ottenerle. Quindi bisognerà essere creativi e sperimentare vari approcci. Gli alleati migliori? Landing page, editor drag & drop e centro preferenze. E le metodologie? L’approccio più ostico ma anche ambizioso è la profilazione unica, che consente di raccogliere buone quantità di informazioni attraverso form e questionari. Tuttavia, lo svantaggio di quest’approccio sta nell’elevato tasso di rifiuti. In ogni caso, non è consigliabile affidarsi ad un unico sistema.

La profilazione progressiva si suddivide in diretta e indiretta. Quest’ultima consiste nella creazione di categorie corrispondenti a un determinato interesse. Le domande non sono esplicite, ma i dati scaturiscono dalle scelte dell’utente. La profilazione diretta, invece, si basa su domande esplicite alle quali è possibile rispondere con un click. Gli strumenti usati sono survey e form: la survey può essere racchiusa nella mail, in un tasto di call-to-action o in una landing page. L’errore da evitare è indirizzare il destinatario su una pagina che richiede l’accesso tramite indirizzo email: un percorso tortuoso, che produce tassi di risposta esigui. È possibile sfruttare anche l’email di benvenuto, che possiede ottimi tassi di apertura, e quella di disiscrizione, che è un’opportunità per limitare il churn rate. In questo caso, alcuni danno la possibilità all’interessato di rimodulare le preferenze e la frequenza di invio delle mail.

E tu, hai intenzione di profilare le mail e migliorare i risultati della tua strategia? Contattaci e ti offriremo il supporto di cui hai bisogno!


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Team beMail28 novembre 20162min302

Across, giovane ma apprezzata web agency di Torino specializzata in Affiliation Marketing, Performance Marketing e Native Advertising ha scelto beMail come piattaforma di email marketing per l’invio delle newsletter e DEM dei suoi clienti.

La collaborazione, attiva da inizio 2016, ha portato significativi risultati in termini di miglioramento delle KPI delle campagne: aumento della deliverability del 30%, diminuzione del 42% dei disiscritti (grazie ad una targetizzazione degli invii in base agli interessi degli utenti stessi) e ROI migliorato del 25%.

“Lavorare con beMail ci ha permesso di crescere dimensionalmente e qualitativamente – afferma Sergio Brizzo, CEO di Across –  grazie ad un dialogo continuo che va ben oltre il classico supporto tipico di un fornitore. beMail è riuscito ad entrare nel nostro business in maniera proattiva e a fornirci indicazioni strategiche che si sono rivelate decisamente profittevoli per noi e soprattutto per i nostri clienti”.

Uno dei punti chiave per beMail è l’attenzione al cliente: oltre ad un supporto e monitoring continuo con personale dedicato, anche attraverso Skype, la parte di consulenza per il miglioramento delle performance è un ulteriore servizio particolarmente apprezzato dai clienti.

“E’ sempre gratificante essere considerato un partner anziché un semplice fornitore – continua Umberto Badate, Sales&Marketing Director di Ketchup Adv e beMail – e ogni giorno lavoriamo per rappresentare un vero valore aggiunto per chi sceglie di lavorare con noi. Ci piace dire che quando un cliente sceglie beMail non acquista una semplice licenza di un software ma entra in sintonia con un gruppo di lavoro per costruire assieme una strategia di email marketing vincente. Questo fa parte del nostro DNA.”