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Team beMail17 gennaio 20186min1261

L’attività di Marketing Automation fa riferimento all’utilizzo di software automatizzati per la gestione di specifici processi di marketing per aumentarne l’efficacia e la pertinenza. Il Marketing Automation permette di alimentare costantemente l’interesse e l’attenzione dei lead attraverso campagne automatiche di lead nurturing.

Il lead nurturing è l’attività che permette di fornire agli utenti contenuti dedicati e precisi in relazione allo step di consapevolezza, conoscenza e acquisto del prodotto che offri. A ogni cliente (o potenziale tale) un contenuto specifico. Mai come oggi liste di contatti, database di contatti e abilità nel mandare email al proprio target hanno giocato un ruolo così importante nelle strategie di marketing. Mai come oggi, però, è difficile individuare la migliore strategia di Marketing Automation in grado di risultare interessante per gli utenti e generare risultati anziché discrizioni.

Quanti sono gli utenti che si disiscrivono dalle tue liste di E-mail Marketing? Ogni volta che effettui un invio registri un tasso di unfollow? I tuoi clienti come rispondono ai messaggi automatici che invii loro? È ciò che si aspettano?

Guardando la situazione da un punto di vista oggettivo, ogni nuovo utente che decide di discriversi è una persona non in target che ci permetterà di concentrarci esclusivamente sugli utenti realmente interessati. Quando il tasso di defollowing, però, si alza troppo è importante analizzare la propria strategia di Marketing Automation accertandosi che sia pertinente ed efficace con gli obiettivi fissati.

Ti suggeriamo quattro mosse vincenti da porre in essere in alcuni momenti precisi per sorprendere e attirare i tuoi clienti.

  1. Consolidamento della Brand Awareness

 Per la tua strategia di Marketing Automation puoi decidere di non compiere nessuna mossa stratgica verso la vendita continuando a percorrere la via esistente e più passiva rispetto al cliente. Ad esempio, puoi decidere di continuare a inviare solo la tua newsletter settimanale informativa senza azioni specifiche.

Scegli di perseguire questa strategia per rafforzare la conoscenza della tua azienda e dei tuoi prodotti.

  1. Stimolare l’acquisto degli utenti interessati con iniziative dedicate

 Il tuo potenziale cliente ha fatto un’azione che dimostra interesse verso il tuo prodotto? Puoi scegliere di essere più aggressivo cercando di stimolarne il primo acquisto.

Chiediti quale mossa vincente potresti fare per avvicinarlo alla vendita: sconto con scadenza? Spese di spedizione gratuite? Fai una mossa audace per provocare l’azione dal tuo potenziale cliente. Ad esempio, se un potenziale cliente ha fatto clic su un link nella tua newsletter per vedere la demo video del tuo nuovo prodotto, forse dovresti proporre loro se desiderano partecipare alla festa di lancio del prodotto.

Cerca di provocare una risposta immediata del tuo pubblico.

  1. Offerte a termine per gli utenti indecisi

Il tuo potenziale cliente ha agito in un modo che ti porta a pensare che egli sia molto propenso ad effettuare l’acquisto? Se è così, è il momento di agire d’astuzia.

Non temere di alzare la posta in gioco, sii coraggioso: se un potenziale cliente ha chiesto il prezzo del tuo prodotto invece di vedere qualsiasi inazione successiva come segnale per offrire uno sconto, forse è il momento di stimolare in modo deciso l’acquisto. Prova a comunicare al tuo potenziale cliente che il prezzo che hai citato scadrà nelle prossime 24 ore. Se è veramente interessato non esiterà a completare la transazione.

  1. Testa continuamente le strategie migliori

 

Non stancarti mai di testare quali siano le mosse più efficaci. Esegui costantemente A/B test scegliendo ogni volta due promozioni, offerte o iniziative aggressive per individuare quella che è in grado di offrire il risultato migliore. Potresti anche sorprenderti a capire che funzionano molto bene entrambe.

Un’attività di Marketing Automation di successo nasce da un’analisi attenta della strategia da implementare per ogni step successivo del funnel di vendita. Monitora, analizza, testa e individua la strategia vincente per il tuo mercato potenziale. Se eseguito in modo corretto e costantemente affinato, incrementa notevolmente il tasso di conversione riducendo al contempo il costo delle tue attività di marketing.


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Team beMail29 dicembre 20177min596

Ricerche di mercato, pareri di professionisti del settore e esperienza dimostrano ogni giorno quanto la strategia di email marketing sia uno strumento tutt’oggi fondamentale per la penetrazione del mercato di riferimento.
Ma perché una strategia di email marketing possa sortire gli effetti ricercati, devi rispettare alcuni accorgimenti: la tua mail non deve essere cestinata; una volta aperta deve essere letta; chi la apre e la legge deve fare quello che gli chiedi (semplicemente cliccare su di un link per scaricare un documento, per accedere ad un form o ad un sondaggio, o fare un acquisto).

La personalizzazione dell’email, primo passo da compiere per portare il lettore ad aprire la tua missiva elettronica, concerne sia il mittente, sia il destinatario. Se quest’ultimo leggerà nel campo sender il tuo nome e cognome, capirà che non si tratta di spam, ma avrà piuttosto l’impressione di qualcosa di amichevole, di informale e in lui si accrescerà l’impressione che quella appena ricevuta sia una comunicazione che vale la pena approfondire.

Anche il titolo svolge un ruolo essenziale: riassume in una o due righe il contenuto dell’intero testo. Deve necessariamente essere incisivo, preciso e invitante: una domanda, un’affermazione forte, una soluzione. Può essere integrato da numeri (“i 3 modi per…”, “5 programmi da…”, “10 consigli per…”).

Ma vi è un altro fattore da prendere in considerazione all’interno di una strategia di email marketing: il numero di persone che consultano la mail da smartphone è altissimo e la visualizzazione dell’elenco dei titoli delle email non è lo stesso che su desktp. Gmail su mobile mostra 33 caratteri in modalità portrait e 66 in landscape; per chi apra la posta da computer, invece, i caratteri a disposizione saranno 88. Starà a te calcolare la lunghezza ideale per i titoli, a seconda delle abitudini dei tuoi clienti. Gli elementi più importanti del titolo vanno sempre e comunque inseriti all’inizio, ma il consiglio è quello di fare degli A/B test per valutare quale soluzione dia i migliori risultati.

Una volta che il destinatario ha aperto la tua mail, è essenziale che la legga; questo avrà dei risvolti su più piani.
Innanzitutto, sulla qualità del contenuto: proporre un contenuto che non abbia alcun interesse per il cliente e che, in alcuni casi, non sia corroborato e supportato da dati certi, porterà presto ad un abbandono della lettura, il che rischia di inficiare anche il valore (e quindi l’apertura) delle mail che invierai successivamente.
In secondo luogo, dovrà esservi coerenza e corrispondenza tra quanto indicato nel titolo e quanto trattato nel testo: un mail che dalla subject line prometta qualcosa di cui poi non vi sia alcuna traccia, non farà che creare una cattiva reputazione attorno al tuo brand o al tuo nome.

Non vi è un numero di caratteri massimo al di là del quale non andare assolutamente, ma tieni conto che una mail eccessivamente lunga rischia fortemente di essere abbandonata a metà o di essere letta in maniera frammentaria, saltando magari quei passaggi fondamentali per la conversione del lettore. Allo scopo di coinvolgerlo ancora di più, non dimenticare di chiamare il lettore per nome: percepirà la mail come strettamente riservata a lui e la leggerà. Oltre al contenuto, che dovrà quindi essere stimolante dall’inizio alla fine, l’inserimento di materiale aggiuntivo da scaricare (white paper, ebook, …) fungerà da ulteriore elemento per completare la lettura del testo.

È infine importante che la mail risulti graficamente gradevole: il layout sarà semplice, non si eccederà nelle foto e nelle infografiche (a meno che non si tratti dell’oggetto specifico della mail: “10 infografiche sulle tendenze di …”); i colori saranno pochi ma con un buon contrasto tra di loro.

L’apertura e poi la lettura della mail non sono i soli elementi di una strategia di email marketing: la conversione del lettore in lead, che può passare dalla partecipazione ad un sondaggio, dal riempimento di un formulario con informazioni di diverso tipo, dal download di un documento, dall’acquisto di un prodotto o di un servizio.
Per ottenere questi risultati è fondamentale segmentare la tua lista di contatti in base al maggior numero di informazioni possibili, in modo da poter proporre ad ogni lettore/cliente quello che veramente gli interessi e quello di cui abbia veramente bisogno. Con migliaia o decine di migliaia di contatti, un lavoro di questo tipo sarà possibile solo grazie alla marketing automation, che ti consente di personalizzare i contenuti delle mail in base al profilo del cliente.

Il tutto avrà inizio ovviamente con la raccolta degli indirizzi mail, tramite il tuo sito, il tuo blog, i tuoi profili social. È importante che, non appena l’utente si sia iscritto alla tua newsletter, riceva nel più breve tempo possibile un’email di benvenuto. Da qui partirà, in base alle esigenze tue e del tuo business, la creazione di un ricco database con il maggior numero di informazioni: dati anagrafici, professione, geo localizzazione, interessi d’acquisto, gusti diversi, fase del processo d’acquisto. Segmentare la lista di contatti e coltivarla, aggiornandola e arricchendola periodicamente, ti consentirà, ad esempio, di inviare i contenuti appropriati ad ogni cliente, nella fascia oraria in cui più alto è il tasso di apertura.


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Team beMail11 dicembre 20176min348

Un free-lance lavora con uno statuto indipendente per uno o più clienti.
Rari sono i professionisti che prestino servizio presso un solo cliente, per quanto “grosso” questo possa essere.

La tendenza è invece quella di mettere le proprie professionalità al servizio di più clienti. Questa strategia si configura come una necessità all’inizio della carriera: fino a quando il free-lance non si sia creato un portfolio sufficientemente ampio da garantirsi un reddito pressoché continuativo e di una certa entità, non si limiterà a uno o due clienti, ma cercherà piuttosto di ampliare il proprio giro di conoscenze e di farsi notare nel settore. A carriera avviata, invece, la numerosità della clientela diviene sinonimo delle proprie capacità professionali, del riconoscimento (valido per sé e per gli altri) dei successi ottenuti e di reddito garantito (d’altro canto, chi lavora lo fa per realizzazione personale, ma anche per il guadagno economico che ne deriva).

Questo discorso ha una valenza particolare per chi eroghi servizi prevalentemente online, ma non se ne può escludere una validità anche per chi lavori offline. In un caso, come nell’altro, il web rappresenta un’opportunità, quasi una necessità, di farsi conoscere, di reperire e di mantenere i contatti, con i clienti acquisiti e con quelli potenziali.

Ma come puoi sfruttare al meglio questa vetrina sul mondo, per trarre il massimo dei vantaggi per la tua attività?

Tutto può essere strutturato attorno ad un unico asse, la comunicazione, e lungo due dimensioni: quella dell’esposizione della tua attività e dei tuoi servizi, prodotti e risultati; e quella della creazione e del mantenimento dei contatti. Come avrai già compreso, le due dimensioni non viaggiano su binari paralleli, ma si intersecano in tutta la loro lunghezza ed estensione. Di per sé, non sembrerebbero esserci né novità, né difficoltà particolari. Da sempre l’efficacia della pubblicità e del marketing, per il freelance, ma non solo, si basa su principi comunicativi: presenta il tuo prodotto o il tuo servizio e diffondi il messaggio al maggior numero di persone possibili (o almeno all’interno del target), utilizzando i canali a disposizione.

Il diffondersi del web, dei social e dei device mobili complica non poco la questione. Il perché è presto detto. La flessibilità e la volatilità dei servizi erogati online richiede di mantenere (a seconda dei casi) decine, centinaia o migliaia di contatti: alcuni di questi saranno clienti (fissi o sporadici), altri lo saranno solo in potenza; andranno, forse, a sostituire i clienti con cui i rapporti di lavoro si sono esauriti o si affiancheranno ad essi. La logica conseguenza di questo è un numero elevatissimo di contatti da “tenere caldi” in maniera periodica (ogni settimana, ogni mese, …).

Gli strumenti messi a disposizione del free-lance dal marketing e dal web marketing non mancano: blog collegati al tuo sito, in cui produrre contenuto adeguato, campagne di email marketing, newsletter, post sui social.

Ed è proprio qui subentra la seconda difficoltà da affrontare. Se da un lato i numeri con cui avere a che fare sono veramente elevati, dall’altro la relazione con il singolo cliente richiede un trattamento specifico, adattato. Di fronte alle centinaia di sollecitazioni che ogni giorno arrivano via Twitter, via Facebook e via mail, il tuo cliente deve poter cogliere la “specialità” del messaggio che gli hai inviato. Deve capire che quello che stai dicendo è rivolto a lui e a lui solo. Insomma, il testo o l’offerta devono essere personalizzati. Solo con la personalizzazione riuscirai a suscitare il suo interesse nei confronti della tua mail e solo così potrai aumentare il tasso di apertura delle mail e, se il caso, il tasso di conversione.

A questo punto ecco che torna utile, o per meglio dire necessaria, l’automazione degli strumenti di marketing per il free-lance. Senza questi tool che ti consentano di adattare il messaggio, le tue mail sarebbero impersonali e, in quanto tali, vuote di significato per chi le legga.

Ma la marketing automation per il freelance non si limita a questo.

L’utilizzo di potenti tool, disponibili online, da scaricare o da utilizzare direttamente sul cloud, ti consente di generare molte più lead, a partire solamente dal tuo sito web o dai profili social. Grazie ad un nutrito database potrai realizzare delle campagne di email marketing mirate, segmentandole per tipo di target. Avrai la possibilità di raccogliere e studiare i dati sui comportamenti degli utenti del tuo sito e dei tuoi social. Infine, potrai specificare ulteriormente le caratteristiche dell’utenza e focalizzare così le tue campagne pubblicitarie.


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Team beMail19 aprile 20171min394

Uno degli strumenti più utilizzati nella tua strategia di email marketing è sicuramente la Welcome email, ovvero l’email di benvenuto che viene inviata ai nuovi contatti che si scrivono alla tua lista. Si tratta di una breve email di presentazione amichevole che però fornisce il tuo biglietto da visita virtuale e quindi va considerata come molto importante.

Vediamo 5 esempi di email di benvenuto efficaci curiosando tra alcune aziende d’oltreoceano.