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Team beMail6 dicembre 20185min41

In prossimità del Natale non è necessario convincere i clienti a spendere i propri soldi: sono già più che disposti a farlo, per acquistare tutti i regali legati a questa festività. Tuttavia, è necessario persuadere il cliente a spendere per il proprio brand, convertendo quella che è un’intenzione d’acquisto in un acquisto vero e proprio.
Considerando che la concorrenza è estremamente agguerrita e intende conquistare il consumatore a tutti i costi, è necessario muoversi per tempo sfruttando tutte le risorse in proprio possesso, tra cui figurano ovviamente email e messaging.
Innanzitutto, è necessario partire dal presupposto che i clienti in cerca del regalo perfetto si muovono per tempo: anche se non spendono immediatamente, ricercano subito informazioni. In questo senso, molto prima del Natale può essere utile creare un pop-up collegato a vari client di messaging (Facebook Messenger e Instagram, ad esempio), in cui si invita il cliente a iscriversi offrendo un buono sconto da spendere fino a poco prima del Natale. In questo modo, il brand è riuscito a creare un perfetto gruppo di nuovi potenziali acquirenti, e questi ultimi sono spinti e incuriositi, grazie allo sconto ma anche alla facilità di iscrizione grazie al client di Messaging. Amazon, ad esempio, ha proposto alcune offerte solo agli utenti che si accedevano dall’applicazione e avevano notifiche push attive, per sottolineare l’importanza di utilizzo di uno strumento così semplice.

Sfruttare al meglio email e messaging significa anche accogliere il consumatore persuaso dal pop-up. Con una mail di benvenuto, da inviare automaticamente a tutti i nuovi utenti entrati – a loro insaputa – nel gruppo dedicato al Natale, si può far sentire il cliente come membro di una grande famiglia; corredare il tutto con un’immagine deliziosa legata al Natale e l’immancabile call to action – oltre alla possibilità di riscattare il premio promesso – spinge l’utente a compiere una vera e propria azione.
La campagna email e messaging, però, non termina affatto qui: a questo punto, qualche settimana prima di Natale, è necessario convincere l’utente ad acquistare, proponendo sconti vantaggiosi, idee regalo e soluzioni su misura. Per sottrarre il cliente alla concorrenza, è fondamentale agire su più canali, ad esempio inviando delle email automatiche e dei messaggi sul client di messaging prescelto. Addirittura, si può pensare di creare due differenti campagne, basandosi su idee differenti, e di valutare qual è la migliore mediante l’A/B test (il quale mette a confronto le due soluzioni in base alle risposte degli utenti e valuta quale sia la più efficace).

E dopo aver posto solide basi per una ricca clientela (e un Natale in cui insieme al pandoro lievita anche il fatturato) è necessario dedicarsi agli acquirenti dell’ultimo minuto, che necessitano disperatamente di acquistare un dono per una persona cara. Anche in questo caso, email e messaging sono gli strumenti più potenti. Serve un messaggio brevissimo, immediato e che suggerisca l’urgenza di acquistare il regalo prima di Natale. E a questo punto, dopo aver fatto emergere o creato il bisogno, si deve offrire una soluzione: idee mirate (in base alle preferenze del consumatore stesso) e un bundle, eventualmente corredato da un codice sconto che suggerisca l’idea di aver fatto un affare nonostante l’urgenza.
Questi, dunque, sono i principali consigli per sfruttare email e messaging per sopraffare la concorrenza nel periodo natalizio: se avete necessità di ulteriori chiarimenti o approfondimenti, non esitate a contattarci!


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Team beMail22 novembre 20185min188

Se il marketing è, per definizione, quell’operazione finalizzata a stringere lunghe e profittevoli relazioni con i clienti, è ovvio che è necessario conoscere e soddisfare i bisogni degli stessi o dei potenziali tali, adoperando tutto ciò che è in proprio potere. Tra gli strumenti che possono essere utilizzati per raggiungere questo obiettivo, ovviamente, non può mancare il marketing conversazionale.
Con questa locuzione si intende proprio un processo di marketing basato sulla conversazione, e specificamente sulla raccolta di feedback da parte degli utenti, i quali serviranno a migliorare le proprie attività e i servizi a loro disposizione. Con questo importante aspetto del marketing, dunque, non si fa altro che dare voce alle opinioni dei clienti, che in alcuni casi vengono erroneamente trascurate.

È importante anche studiare e selezionare il mezzo di comunicazione dal quale vengono colti questi feedback. La chiave del successo per avviare con il cliente una conversazione efficace e sincera è quella di metterlo a proprio agio: per questo motivo, l’impiego dei social network come Facebook o – negli ultimi tempi – Instagram risulta molto utile. Nel caso dei social, le opinioni possono essere raccolte individualmente o all’interno di gruppi dedicati, in cui può essere interessante valutare non solo la comunicazione dei clienti con il brand, ma anche degli utenti tra loro. Naturalmente, oltre i social network possono essere impiegati altri sistemi per ricevere le opinioni dei clienti, soprattutto se si necessita di dati da analizzare ai fini statistici: in questo campo, infatti, si possono impiegare i sondaggi o le email marketing (valutando, in quest’ultimo caso, la risposta indiretta di un cliente a uno stimolo). In entrambi i casi, però, decade in parte il senso intrinseco del termine “conversazione”: in situazioni simili, infatti, la comunicazione è unidirezionale, e parte dal cliente per giungere all’azienda. In altre parole, manca lo scambio di opinioni, che è fondamentale per un processo comunicativo efficace.

Attualmente, comunque, uno degli strumenti più utilizzati nel marketing conversazionale è proprio l’email marketing. Questo processo consiste nell’inviare una mail, in cui vengono richieste opinioni all’utente, in precisi momenti. È importante, in questi casi, studiare la situazione giusta per inviare l’email, allo scopo di non risultare invasivi.
Di certo, può essere utile iniziare una conversazione quando l’utente si iscrive alla mailing list, poiché in questo caso egli mostra interesse verso l’azienda. Richiedendo alcune informazioni, sarà molto semplice non solo conoscere l’utente, ma anche effettuare un processo di targeting del proprio pubblico.
L’email marketing può essere anche molto utile per richiedere opinioni in merito a un acquisto effettuato: il “pretesto” può essere quello di ringraziare il cliente per l’acquisto, ma l’obiettivo della mail può essere quello di raccogliere informazioni. E oltretutto, è importante ripetere l’operazione alcune settimane dopo l’acquisto, in modo da valutare l’opinione dell’utente dopo aver “vissuto” il prodotto (in modo che l’eventuale entusiasmo iniziale venga superato e si riesca ad ottenere una risposta più concreta).

Tutti questi dati, ovviamente, devono poi essere sottoposti a un’attenta analisi, combinando le opinioni di più clienti per delineare un andamento generale, ed è importante accettare e valutare con maggiore attenzione le opinioni negative, che rendono il marketing conversazionale veramente efficace.
Nel caso in cui fossero necessarie ulteriori dettagli, non esitate a contattarci!


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Team beMail15 novembre 20184min161

C’è chi è riuscito a distinguersi per la bontà delle proprie campagne di email marketing, tanto da fungere da modello per tutti gli altri. Stiamo parlando di alcuni big della rete come Dropbox, BuzzFeed, JetBlue e Rip Curl. Ma quali sono i fattori che ne hanno determinato il successo? La strategia, la bontà dei contenuti, la frequenza dei messaggi di testo inviati, il livello di personalizzazione, i prodotti e tanto altro.

Tra quelli appena citati, BuzzFeed, sito che si occupa di news, gossip e cronaca, mostra una straordinaria capacità di creare CTA in grado di provocare reazioni nel lettore. Il brand usa titoli e immagini dal forte appeal e combina spesso le informazioni con un’offerta. È evidente che la forza di questa campagna di email marketing risieda soprattutto nelle headline.

JetBlue è andata oltre, tracciando un solco netto con le comunicazioni istituzionali delle altre compagnie. Le sue campagne di email marketing puntano sull’emotività, sull’utilità e sul coinvolgimento del lettore, grazie a un’intestazione in grado di attirare l’attenzione (es. è il nostro anniversario e vogliamo festeggiarlo con te) e al testo fortemente personalizzato. Ovviamente, tanta attenzione per il cliente rende l’utente onorato e quindi più incline ad acquistare. Infine, il testo viene spesso completato con un regalo (sconti, prestazioni personalizzate, etc.). 

DropBox fornisce servizi cloud in tutto il mondo. Le sue email arrivano subito al punto, l’approccio è personalizzato e la conversazione umana, anche grazie all’uso di qualche emoticon. L’elenco puntato che accompagna l’intestazione è ordinato e di facile lettura e l’invito a compiere l’azione desiderata particolarmente amichevole.

Rip Curl realizza tavole da surf dal 1969. Quest’azienda ha capito che la chiave del successo è la soddisfazione del cliente. Una delle sue ultime campagne di email marketing recita la frase “Unisciti alla rivoluzione” e propone un orologio in esclusiva per gli abbonati. L’innesco sta proprio nell’esclusività del prodotto, che funge da incentivo ad acquistare un articolo riservato ai soli abbonati, oltre al titolo forte e a un testo che mette il cliente al primo posto.

Imparare dagli esempi migliori è la maniera più rapida per ottenere risultati.
Ovviamente non basterà copiare questi esempi, ma sarà necessario sviluppare una strategia personale, in base alle proprie risorse e abilità. L’importante è provare ad essere originali, prendendo in prestito alcuni elementi cruciali che i brand di successo utilizzano con costanza, come ad esempio di form. Pensi che questi consigli non siano sufficienti a centrare l’obiettivo?

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Team beMail8 novembre 20184min203

saldi rappresentano senza dubbio una grande opportunità di guadagno per gli e-retailer e, se organizzati con la giusta strategia, consentono non solo di incrementare i volumi di vendita ma anche di smaltire quei prodotti che sono rimasti invenduti durante la stagione, per fare spazio alla nuova collezione. Anche se sono ormai moltissimi gli acquirenti che attendono con trepidazione i saldi online, il successo non è affatto garantito: la concorrenza è tanta e solo i rivenditori che avranno giocato d’anticipo e che si saranno preparati adeguatamente riusciranno ad ottenere il massimo. Abbiamo pensato, quindi, ad alcuni consigli che ti aiuteranno ad affrontare al meglio il periodo dei saldi, attraendo sempre più clienti ed ottimizzando il tuo business.

Leggi qui la prima parte della nostra guida

Dato che i saldi portano grandi volumi di traffico, diventa essenziale ottimizzare il proprio sito internet in modo da renderlo pronto per gestire tale ondata. Bisogna, infatti, rendere quanto più possibile veloce e fluida l’esperienza d’acquisto per i potenziali clienti, evitando che questi si trovino a navigare in un sito lento o, ancora peggio, che va in crash. Estremamente importante, poi, diventa l’ottimizzazione per i dispositivi mobili: uno studio ha evidenziato come, già da un paio di anni, le ricerche effettuate attraverso smartphone e tablet hanno superato quelle fatte da pc. Ciò implica, di conseguenza, che se il tuo sito non è adeguatamente strutturato, non sarà in grado di , perdendo una buona parte della clientela. Un altro elemento che deve essere massimizzato è, inoltre, la velocità: il 47% delle persone, infatti, ha ammesso di abbandonare un sito web se le sue pagine impiegano un tempo superiore ai 3 secondi per caricarsi.

Per massimizzare ulteriormente l’esperienza utente e fare in modo che un numero sempre maggiore di visitatori possa trasformarsi in consumatori è importante, infine, prendere atto del fatto che la ricerca vocale sta sostituendo quella tradizionale. Si sta passando, infatti, dai motori di ricerca verso i motori di risposta che forniscono all’utente un solo risultato, che è quello che meglio risponde alla richiesta dell’utente, generalmente formulata attraverso una query a coda lunga. Bisogna, quindi, adeguare l’interfaccia del proprio sito ed ottimizzare le ricerche con le key-words a coda lunga in modo ad mantenere la posizione 0 (vale a dire essere il primissimo risultato della ricerca) e poter, così, battere la concorrenza.

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Team beMail31 ottobre 20184min456

La guida ai saldi non è destinata solo agli acquirenti, ma anche ai negozianti: con le scelte giuste si può vedere il proprio fatturato triplicato.
Il periodo natalizio, inoltre, è quello che in assoluto si connota come quello più redditizio: secondo dati risalenti al 2015 dell’azienda Netcomm, era previsto un fatturato di 2.5 miliardi di euro in prossimità del Natale ma le previsioni sono state superate di mezzo miliardo.
Sono passati tre anni, ma la tendenza non è affatto cambiata, anzi. Ecco, dunque, che sviluppare la propria strategia di marketing in prossimità del Natale è estremamente utile.
Il punto fondamentale, però, è definire con precisione la locuzione “in prossimità”. Quanto tempo prima della festa vera e propria bisogna adoperarsi per organizzare le offerte e le strategie?
In teoria, ottobre è il mese perfetto: sono molti i blogger che consigliano agli utenti di muoversi durante questo mese per acquistare i regali natalizi, quindi è proprio a ottobre che devono cominciare le offerte.
Novembre? È già tardi: in alcuni stati, tra cui quelli del nord Europa, la concorrenza entra in gioco già a settembre.

In una guida ai saldi che si rispetti, non si può non consigliare le migliori offerte da proporre. Anche se, in realtà, questo aspetto è impossibile: ogni store è una storia a sé.
Il punto di partenza per l’elaborazione delle offerte è solo uno, ovvero la conoscenza del consumatore.
Questo non vuol certo dire incontrare di persona ogni singolo acquirente e chiedere in merito all’esperienza d’acquisto: non c’è bisogno di interagire direttamente con tutta questa gente.
Si possono però usare degli strumenti di analisi molto utili: interviste a campione, questionari o commenti sui social network. Questi sistemi (fatta eccezione per i social) sono ad esempio ciò che ha reso grande Apple negli anni: raccogliendo dati sulla soddisfazione e sulle aspettative dei clienti è riuscita non solo a migliorare i propri servizi (ad esempio attraverso la formazione interna) ma persino ad anticipare i bisogni dei clienti, creando prodotti oggi indispensabili per essi.

 

Dall’analisi dei dati, ad esempio, può emergere che i clienti chiedono una migliore efficienza nell’evasione e nella consegna degli ordini natalizi. Sono queste le leve sulle quali bisogna giocare.

Ma il significato intrinseco di “conoscere il consumatore” è anticiparne le mosse e le richieste. Soddisfarle ancor prima che se ne renda conto. L’esperto di marketing Kotler, ad esempio, ha spiegato il meccanismo adottato da Ferrero in India: valutando l’apprezzamento del pubblico indiano verso piccole confezioni di cioccolatini (vendute in un packaging elegante e raffinato) ha spinto la propria offerta verso quel segmento.
La guida ai saldi, dunque, prevede un preciso targeting del proprio mercato di riferimento, e una precisa proposta di valore dedicata a ogni specifico segmento. In questo modo si centrano perfettamente le esigenze del pubblico e si ottengono due grandi vantaggi: la fidelizzazione del cliente e un fatturato di grande importanza.
Se vuoi approfondire maggiormente il tema e avere maggiori consigli, non esitare a contattarci.


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Team beMail26 ottobre 20184min348

I digital marketing strategists sono tutti d’accordo: quello tra chatbot ed email è un connubio a dir poco perfetto.
Le email sono ancora oggi uno strumento di marketing incredibilmente efficace, come testimoniato ad esempio dal successo ottenuto da Amazon durante il PrimeDay dello scorso luglio grazie a questo mezzo di comunicazione.
Oltretutto si tratta di un elemento strategico molto conveniente in termini di “Return on Investment”, in quanto da 1 € investito se ne possono ricavare circa 35.
Ma l’ultimo target delle imprese è far sì che questo ROI, già molto conveniente, possa salire ancora di più, grazie alla potenziale sinergia tra chatbot ed email.
Anche se le email hanno una “presa” molto efficace sul cliente, è pur vero che inviarne troppe e in maniera incontrollata può risultare fastidioso e controproducente. E non si tratta di un evento tanto raro: sono molte, infatti, le aziende che cadono in questo errore, allontanando i clienti piuttosto che effettuare engagement.

L’unione tra chatbot ed email, invece, può avere esattamente l’effetto opposto. Innanzitutto, i chatbot sono software che sfruttano l’Intelligenza Artificiale e permettono all’utente di comunicare direttamente col sistema; in particolare quest’ultimo mima gli atteggiamenti umani, donando all’interlocutore la sensazione di parlare con una persona in carne ed ossa.
Ad oggi grandi e piccole aziende hanno integrato i chatbot nei propri portali e nelle leading pages, soprattutto in qualità di “assistente virtuale on-line”.
I vantaggi, per il consumatore, sono importanti. Al di là delle informazioni che i chatbot sono in grado di fornire in maniera istantanea, c’è anche da sottolineare il coinvolgimento dell’utente, il quale sarà non più invitato passivamente a compiere un’azione (mediante una semplice scritta), ma potrà reagire attivamente con il software, generando un’esperienza di navigazione intrigante.

E l’azienda cosa ci guadagna? Molto semplicemente, i chatbot sono in grado di cogliere numerose informazioni relative alle preferenze del cliente. In questo modo durante la navigazione dell’utente possono consigliare di svolgere una certa attività, salvare i progressi e ricordare al cliente della presenza del carrello d’acquisto. Ma, cosa più importante, i chatbot possono sfruttare tutte queste informazioni per inviare al cliente email riassuntive delle proprie attività (acquisti, pagine visitate, prodotti salvati tra i preferiti eccetera) o addirittura per consentire all’impresa di proporre messaggi di posta elettronica sempre più customizzati, e con offerte personalizzate e irrinunciabili.
Chatbot ed email non sono dunque destinati a combattersi, come alcuni ritengono, bensì a collaborare per creare una proposta di valore su misura del singolo cliente, il quale creerà con l’impresa un rapporto basato sullo scambio di valore profittevole e duraturo.
Se vuoi saperne di più e apprendere le ultime novità relative all’argomento, non esitare a contattarci!


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Team beMail18 ottobre 20185min731

La psicologia e il marketing hanno sempre avuto uno stretto connubio, soprattutto da quando il marketing ha cambiato filosofia ed è passato dal rivolgersi ad un pubblico numeroso e indistinto a voler “colpire” esclusivamente il target di riferimento specifico. I migliori esperti di marketing sono quelli che, pur non essendo psicologi, riescono comunque a comprendere la natura umana. Ecco allora cinque teorie psicologiche che si adattano perfettamente ai bisogni del marketing e consentiranno di creare dei contenuti interessanti pr il lettore e in grado di ottenere un alto tasso di conversione.


La teoria della Fluidità Cognitiva

Secondo studi di settore impieghiamo meno di 0,05 secondi per giudicare un sito online e abbiamo una soglia di attenzione che non va oltre gli 8 secondi. Questo accade per il principio della Fluidità Cognitiva che ci fa selezionare e scartare i contenuti ritenuti più difficili. Per questo è consigliabile scrivere post brevi e chiari e inserire call to action che non siano fraintendibili.

La teoria della Riprova Sociale
Secondo la teoria della Riprova Sociale, gli individui ritengono più valide le opzioni e le scelte che sono già state fatte da numerose altre persone: la Riprova Sociale è determinante per oltre il 69% degli individui. In base a questo dato può essere utile per la promozione del proprio brand sfruttare l’azione degli influencer piuttosto che stimolare i clienti a lasciare feedback positivi.

La teoria della Percezione
Secondo la teoria della Percezione (Gestalt) non vediamo la realtà per quella che è ma per come la percepiamo. Siamo noi a dare un significato a ciò che vediamo e ad interpretarlo e ci troviamo smarriti di fronte a qualcosa di nuovo che non sappiamo codificare. Per questo occorre che i tuoi testi siano logici, che abbiano una coerenza strutturale all’interno della pagina e del sito stesso, che vi siano elementi noti come le call to action.

La psicologia del colore
Secondo la psicologia del colore i comportamenti umani sarebbero influenzati dai colori: un individuo impiega circa 90 secondi per giudicare un prodotto e la sua opinione è basata sul colore in una percentuale che varia dal 62 al 90%. È importante allora scegliere il colore giusto per il proprio logo ma anche per il sito. Ad esempio il rosso rappresenta l’energia, il blu contribuisce a creare fiducia, il giallo stimola l’ottimismo.

La teoria di Fogg e il modello comportamentale
Secondo la teoria di Fogg un’azione si compie solo alla presenza di tre fattori: la motivazione, la possibilità e la causa scatenante. Applicando la teoria di Fogg ai contenuti, ne vengono fuori testi che sono altamente motivazionali con messaggi pensati in modo esplicito per il target di riferimento ma anche che utilizzano verbi che invitano all’azione.

Vuoi provare anche tu una di queste strategie per rendere più persuasivi i tuoi contenuti online? Contattaci subito!


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Team beMail10 ottobre 20184min540

Le festività offrono un’occasione ottima per coloro che si occupano di direct email marketing.
Infatti, fattori quali la stagionalità incidono in maniera positiva sulla propensione all’acquisto dei potenziali clienti. Ecco dunque che, se opportunamente sfruttati, i periodi di festa costituiscono la migliore occasione per generare profitto con una campagna DEM.

Halloween, una festa di derivazione anglosassone, coinvolge ormai praticamente tutto il mondo occidentale. Ogni anno nel periodo che precede il 31 ottobre, giorno in cui si celebra la ricorrenza, non è strano vedere negozi e siti online popolarsi di grafiche dedicate con colori che virano dall’arancione della zucca, tipica di questo periodo dell’anno e simbolo della festa stessa, ad un nero ‘misterioso’.

Questa festa è particolarmente apprezzata dai più giovani che possono mascherarsi ed offre delle occasioni molto ghiotte per studiare newsletter che esulano dal tono di quelle istituzionali o specificatamente legate alla vendita, ma che consentono attraverso un tono scherzoso di aumentare non solo i tassi di apertura e di clic, ma anche le conversioni all’acquisto. La newsletter per Halloween dovrebbe rappresentare un momento che l’azienda sfrutta per comunicarsi in maniera più ironica, mostrando il lato giocoso del marchio.

Se si vuole strutturare la newsletter in modo che abbia un richiamo – anche velato – agli obiettivi di business è necessario studiare bene la coerenza fra il messaggio e i prodotti stessi, in modo da non apparire come una promozione slegata e forzatamente commerciale. Esistono alcuni settori per cui la festa di Halloween rappresenta un diretto aumento delle vendite. Basti pensare, ad esempio, a tutti gli commerce oppure i negozi fisici legati alla ristorazione alla pasticceria oppure a make up e abbigliamento. Quest’ultimi in particolare hanno la possibilità di legare le proprie offerte alla festività in maniera esplicita con oggetti che invitano apertamente all’acquisto come: ‘Scopri i trucchi per un Halloween da paura!’

 

Particolarmente efficace per tutti i settori che operano nel B2C, una newsletter per Halloween non presenta tuttavia un target specifico. Anche se la festa è più sentita da un pubblico più giovane, non bisogna certo dimenticare tutto il segmento dei neo-genitori, che si trova a organizzare feste a tema per i più piccini. Al fine di massimizzare il ritorno sull’invio di questa email risulta opportuno studiare al meglio il timing, che deve essere compreso tra una e due settimane prima della ricorrenza stessa, a seconda della tipologia di settore e del messaggio contenuto nell’email. Particolarmente efficaci, infine, sono le offerte a tempo legate a questa festa, con contatori integrati nella grafica ed eventuali promozioni associate.

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Team beMail5 ottobre 20184min522

Tra gli strumenti che le aziende possono utilizzare per stringere rapporti profittevoli e duraturi con il cliente, conquistandone attenzione e fiducia, non possono mancare quelli digitali, tra cui vi sono le e-mail.
La posta elettronica è un mezzo di comunicazione personale e intimo, accessibile solo all’utente, il quale viene adoperato sia per fini professionali che personali. Mandare una mail è come inviare una lettera, instaurando una comunicazione sicuramente unidirezionale, ma molto intensa. Sembra quasi un love affair e, nonostante possa risultare difficile crederci, in un certo senso lo è.
In base a quanto detto, è chiaro che l’obiettivo della mail è quello di sfruttare questa situazione per conquistare i sentimenti del lettore ed entrare nella sua testa.
Esiste la “ricetta per l’e-mail perfetta”? Assolutamente no: a seconda di ciò che si vuole promuovere o comunicare, le scelte possono seguire direzioni molto differenti. In ogni caso, però, è bene seguire delle linee generali.

L’e-mail è uno strumento molto potente anche grazie alla sua struttura. Quando un utente riceve un messaggio di posta elettronica, infatti, le prime informazioni che riesce a vedere sono il mittente e l’oggetto, il quale è un’anticipazione del contenuto del messaggio.
E proprio l’oggetto deve essere adeguatamente elaborato. Bisogna porsi una domanda molto semplice, ma la cui risposta richiede lunghe riflessioni: “qual è una frase che può focalizzare l’attenzione?“. Generalmente, rivolgersi direttamente alla persona è una strategia vincente. “Tutto ciò che ti serve per raggiungere il tuo obiettivo” funziona meglio di “Tutto ciò che è utile per raggiungere l’obiettivo”, almeno in linea di massima. Oppure, può essere utile dare un assaggio di ciò che è contenuto nel messaggio vero e proprio, proponendo un elenco numerato preciso (“5 elementi che ti servono per…”, ad esempio). Di certo, anche l’originalità e l’entusiasmo possono essere d’aiuto, naturalmente in base al contesto.

Un oggetto “suadente” e interessante non è sufficiente a conquistare la fiducia del lettore. Il contenuto della mail, quindi, deve essere curato nei minimi particolari. Il linguaggio da adottare deve essere professionale e serio, ma al contempo non troppo impostato: il focus è quello di entrare nella vita della persona, e per farlo è necessario che questa sia a proprio agio. Le forme di cortesia, dunque, sono molto gradite: salutare all’inizio del testo e ringraziare per l’attenzione alla fine contribuisce (sebbene lievemente) ad aumentare il valore percepito del mittente.
Nel testo non sono ammessi messaggi ridondanti, confusi o poco chiari: bisogna essere padroni di ciò che si vuole comunicare. E anche la lunghezza del testo va modulata, poiché la mail è un mezzo di comunicazione relativamente veloce e non può incollare l’utente allo schermo per troppo tempo. Infine, decorarla con qualche elemento grafico non può certo creare danni, ma senza esagerare.
Se hai bisogno di ulteriori consigli per elaborare la mail perfetta da inviare ai tuoi potenziali clienti, non esitare a contattarci.


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Team beMail26 settembre 20184min1590

Al giorno d’oggi fare marketing online non è certo cosa semplice. Bisogna perciò analizzare nel dettaglio le strategie in maniera tale da essere certi di muoversi nel modo più corretto possibile. Ecco perché una concreta opportunità che si ha a disposizione è quella di sfruttare al meglio le emozioni. D’altronde ci sono stati veri e propri studi che hanno permesso di appurare quanto queste siano importanti nel determinare le scelte degli utenti. Motivo per cui l’obiettivo di chi vuole fare marketing emozionale è quello di dare degli inneschi emotivi, ovvero delle vere e proprie “esche” che possano risultare come qualcosa di molto attraente. E per capire ciò basta che ti soffermi qualche istante su alcuni prodotti che acquisti online e che di certo non sono fondamentali per la tua esistenza.

Per capire ciò è necessario partire da qualche esempio concreto per capire cosa voglia dire marketing emozionale tradotto nella realtà. Spesso prevale quindi la paura, quel senso di incertezza che cancella tutte le altre sensazioni. Quelle che vale la pena sfruttare sono le paure delle persone legate alla scadenza di un’offerta o il non iscriversi ad un certo programma fedeltà. O anche il senso di colpa che è quello che maggiormente potrebbe stimolarti a compiere un’azione. Ciò si traduce nella volontà di iscriverti in palestra nel momento in cui noti, ad esempio, campagne pubblicitarie che facciano leva su quanto possa essere buono eliminare la pancetta. Oltre ovviamente a tener presente che la gratificazione immediata è probabilmente l’elemento che fa la differenza. Sfruttare al meglio il marketing emozionale ti garantisce la possibilità di soddisfare tutto quello che le persone stanno cercando.

Non devi dimenticare che ci sono appositi strumenti che potrai sfruttare e con cui avrai modo di toccare con mano i benefici del marketing emozionale. Ad esempio, raccontare la storia o qualche aneddoto legato al prodotto. Oltre a dover necessariamente dare una presentazione dell’azienda oppure dare un volto alla stessa. Fino a dover considerare l’importanza del linguaggio: ci sono delle parole che vengono chiamate trigger e fanno scattare determinate emozioni. La cosa migliore che potresti fare è quella di dare un’occhiata ai competitor e alle loro recensioni in maniera tale da renderti conto come essi le sfruttino. Senza dimenticare quanto possano essere importanti elementi visivi che non ti faranno passare inosservato. Da considerare il font e i colori se pensi a contenuti come foto, oltre a poter puntare su appositi video che dovranno far capire al cliente che può vivere delle esperienze uniche.

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