Email Marketing: tutti i dati del 2017

10 agosto 2018417

Giunti ormai ai quasi due terzi dell’anno in corso, è arrivato il momento di guardare i numeri che finora hanno contraddistinto il 2017, confrontandoli con quelli dell’anno precedente. Una prima analisi dell’andamento e dei trend risulta particolarmente utile per capire non solo lo stato dell’arte, ma anche la direzione che sta prendendo l’email marketing.

Per molto tempo abbiamo assistito a una crescita stabile e costante dei volumi di invio delle newsletter informative, che però nel 2017 hanno ceduto leggermente il passo a favore invece di quelle di tipo DEM (Direct email Marketing). Nonostante questa contrazione, che si registra nel numero di invii, si confermano comunque delle ottime performance sia a livello di apertura sia a livello di clic. Ciò evidenzia lo stato di salute di questo settore, che può vantare riconoscibilità, una calendarizzazione condivisa e forte personalizzazione dei contenuti.

Come è facile aspettarsi, le newsletter transazionali, ossia quelle legate comunque ad una notifica di cambiamento di stato o di aggiornamento dell’utente sono quelle che registrano le performance migliori, particolarmente nel B2C. Da notare sopratuttto come cresce la fruizione ripetuta dei contenuti transazionali. Queste comunicazioni, infatti, non sono più viste come semplici aggiornamenti, bensì come importantissime occasioni per il brand di migliorare la customer experience in generale. Esse sono sempre più al centro di strategie che vanno a posizionare contenuti importanti e offerte chiave proprio nelle mail transazionali, sfruttando il fatto che queste hanno un maggior tasso di apertura, per spingere invece il commerciale.

Per quanto riguarda infine il settore delle DEM, ossia delle email tradizionalmente di tipo commerciale, si può notare come a fronte di un incremento dei dati di aperture e lettori unici, non faccia però corrispondenza una pari crescita dei CTR. Questo denota quindi una mancata capitalizzazione delle aperture in corrispondenti clic, che celano azioni che l’utente, pur invitato a fare, non sembra intenzionato a compiere. Per far fronte a questo scenario e invertire dunque il senso di marcia è necessario lavorare ulteriormente sull’efficacia di copy, design e struttura dell’email, andando inoltre a migliorare la coerenza tra oggetto e corpo dell’email, in modo che le aspettative di chi la riceve non vengano disilluse.

Infine va notato come gli invii commerciali di newsletter B2C inviati da store on-line direttamente collegati alle piattaforme che permettono invii automatici registrino dei dati davvero rincuoranti. Si parla infatti di un 30% in più di lettori, 67% in più di clic e 22% in più della reattività (comprensibile tramite lettura del CTOR). Questi dati positivi indicano una migliore performance dovuta anche ad aspetti strutturali.