29 luglio 2015191

L’oggetto dell’e-mail viene spesso considerato di secondaria importanza rispetto alla creatività eppure anche la migliore delle creatività non serve a nulla se un subject errato porta gli utenti a cancellare il messaggio prima ancora di aprire l’e-mail.

Una grande percentuale delle offerte promozionali inviate viene infatti cancellata o archiviata prima di essere aperta riducendo fortemente le potenzialità della campagna. Questa è la regola che spinge l’utente in una direzione o nell’altra:

  • subject che non desta l’attenzione o non viene letto completamente  => e-mail  eliminata o archiviata
  • subject interessante, inatteso, curioso => e-mail aperta

Il problema era già noto nella pubblicità cartacea con i volantini,  il mercato si è evoluto introducendo colori molto accesi in modo da attrarre l’attenzione.

Nell’oggetto dell’e-mail non è possibile introdurre colori ma si può attrarre l’attenzione in altri modi.

  • Inserire un argomento o prodotto “killer” tra quelli trattati nella mail (ad sempio “iPhone 6 in offerta”)
  • Usare una “call to action”, si tratta di una frase incisiva che inviti l’utente ad una semplice azione che implica l’apertura dell’e-mail, ad esempio “Scopri la nuova BMW”.
  • Si può anche cercare di attrarre l’utente con una domanda che lo incuriosisca e crei aspettativa, ad esempio “Il tuo sito è ben indicizzato?”
  • E’ infine possibile in certi casi creare delle attese, ad esempio “3 regole per foto fantastiche”.

 

Come spesso accade c’è anche un altro lato della medaglia: ecco cosa non fare nei subject!

oggetto-lungo

L’errore più comune è quello di voler inserire l’intero messaggio dell’e-mail nell’oggetto, creando subject molto lunghi. Ogni parola in più da leggere aumenta le possibilità che l’utente non dedichi altro tempo all’e-mail e la cancelli, inoltre circa la metà degli utenti legge le e-mail da smartphone dove un oggetto lungo viene tagliato rendendone impossibile la lettura. Infine, subject molto lunghi sono considerati indice di spam e quindi penalizzati da alcuni provider riceventi.

Un altro errore comune è l’utilizzo smisurato di punteggiatura come ad esempio 3 punti esclamativi in fondo al subject per enfatizzare il messaggio. Questa tecnica aumenta la possibilità che l’e-mail sia considerata spam, meglio evitarla.

Subject generici non attraggono l’attenzione, meglio concentrarsi su un dettaglio o un prodotto specifico, l’utente potrà approfondire tutto aprendo l’e-mail.

Sono da evitare termini che richiamino argomenti fortemente utilizzati nello spam come farmaci, armi, riferimenti sessuali, ad esempio il termine “sexy” potrebbe destare i filtri antispam anche in un contesto comune, ad esempio “sexy t-shirt “.

 

Sfruttando questi consigli sarà possibile migliorare l’open rate, ma non bisogna mai smettere di sperimentare, conosci altri metodi?

Condividili con noi nei commenti!